Buddy & Julie Miller - Written in Chalk(New West/I.R.D.)


Fresco vincitore del premio come musicista country dell'anno, Buddy Miller, è ormai una leggenda della musica americana, essendo non solo un produttore e arrangiatore di pregio (ascoltatevi lo strepitoso Raising Sand di Robert Plant e Alison Krauss), ma anche un chitarrista e songwriter sopraffino. Una vita spesa per intero sul palco e molto spesso insieme alla moglie Julie con la quale dal 1981 forma una delle coppie più ammirate della scena di Nashville. Questa vita però, lo scorso 19 febbraio, stava per perderla proprio nel suo posto preferito, sul palco, durante un concerto del tour 3 Girls With Buddy, insieme a Emmylou Harris, Shawn Colvin e Patty Griffin, quando è stato colto da un improvviso infarto. Per fortuna Buddy si è salvato, grazie ad un tempestivo intervento di by-pass e così è riuscito a vedere non solo il successo del suo ultimo album con la moglie, Julie, Written In Chalk ma soprattutto è riuscito a ritirare il prestigioso premio di cui parlavamo poche righe fa. Parlando di Written In Chalk, invece, dobbiamo sin da subito sottolineare che questo disco è senza dubbio il vertice della produzione di Miller, essendo la perfetta sintesi di songwriting rock e musica roots, meta da lui sempre inseguita. Rispetto alle produzioni passate, in questo album si apprezza una sorprendente coralità, laddove tutti i musicisti (e che musicisti!! Larry Campbell, Matt Rollings, Brady Blade, Stuart Duncan) sembrano essere determinanti nella costruzione del suono. Written In Chalk è il disco che esprime i suoni della Nashville di oggi, una scena molto diversa da quella degl'anni cinquanta o degl'anni settanta, ma non meno interessante. Emblematico in questo senso è la partecipazione di Robert Plant che duetta con il duo nella splendida What You Gonna Do, Leroy di Mel Tillis, brano dall'impostazione blues imbevuto di suoni di New Orleans, in cui la voce dell'ex-Led Zeppelin contribuisce a rendere assolutamente fascinosa l'atmosfera. Andando più a fondo si scopre un sound essenziale ma reso davvero accattivante dalla scelta di indirizzare il sound verso stilemi vintage, A farla da padrone, a livello di scrittura è però Julie che firma la maggior parte dei brani, come la splendida June per soli chitarra acustica e due voci, o la jazz A Long, Long TIme, o ancora le divagazioni più rock di Gasoline And Matches e Smooth. Attraverso i vari brani si ha modo di rimanere letteralmente affascinanti dalla bellezza delle armonie vocali che le voci di Buddy e Julie riescono a creare, e ciò emerge soprattutto in brani come la title track, Don't Say Goodbye e Chalk, entrambe queste ultime con la partecipazione della splendida voce di Patty Griffin. Non manca qualche incursione nella musica black con One Part, Two Part in cui appare alla voce Regina McCrary alias Regina Havis, vocalist di grande pregio e sopratutto famosa per essere stata nella band di Bob Dylan tra il 1979 e il 1981. Chiude un disco straordinario, una cantante straordinaria, Emmylou Harris che presta la sua voce nell'elegantissima The Selfishness Of Man. Written In Chalk è dunque il completamento di un articolato percorso artistico, compiuto da Buddy e Julie Miller che ha visto in Universal United House of Prayer la sua prima e splendida pietra. Il cerchio è chiuso, altre sorprese però ci attendono in futuro.

Salvatore Esposito