Autori Vari, Alan Lomax in Salento, Kurumuny, 2007, pp.108, Euro 12.00


Dal 12 al 17 agosto del 1954, Alan Lomax si recò nel Salento per condurre una ricerca sul campo insieme a Diego Carpitella, il risultato fu un corpus di ben centosettanta registrazioni audio e oltre settanta fotografie in bianco e nero. La sua passione per la fotografia era figlia di una vera e propria vocazione per quest’arte, infatti Lomax era solito accompagnare le sue field recordings con numerose fotografie che in qualche modo cristallizzassero e testimoniassero , attraverso una sorta di diario visivo, quello che era il paesaggio naturale o urbano, l’ambiente sociale nel quale operavano i musicisti e i cantori della tradizione. Degna di grande lode è questo splendido libro fotografico, Alan Lomax in Salento, dell’attivissima Kurumuny, casa editrice da lungo tempo ormai attivissima sul fronte della conservazione e della promozione delle tradizioni popolari Salento. Il libro raccoglie larga parte del materiale fotografico realizzato da Lomax durante la sua permanenza in Salento, e contiene i preziosi interventi di Luigi Chiriatti, Anna Lomax, Goffredo Plastino, Luisa Del Giudice, Segio Torsello i quali analizzando attentamente l’opera del ricercatore americano pongono l’accento sulla sua costante attenzione verso il mondo del lavoro, della povertà e delle precarie condizioni di vita in cui versavano i contadini del Salento. Ecco così tra le struggenti immagini di tabacchine, traineri (carrettieri), cazzatori (spaccapietre) e prefiche, appaiono spaccati del Barocco salentino, delle splendide pietre leccesi, di muretti a secco, furnieddhi e carcare. Questa splendida raccolta fotografica, racconta un Salento rurale, pieno di un fascino che oggi è solamente intuibili dietro la coltre del tempo, ma le cui tradizioni godono ancora ottima salute, nonostante il turismo di massa, la Notte della Taranta e quant’altro. In conclusione, suonerà anche superfluo, ma ci piace sottolineare lo spirito di ricerca che animava Alan Lomax, capace non solo, con pochi mezzi, di catturare su nastro la vera anima della tradizione popolare ma anche di saper cogliere i momenti più intensi del canto come nel caso delle splendide immagini scattate ai Cantori di Martano e alle tabacchine intente nel loro lavoro.

Salvatore Esposito