Davíð Þór Jónsson – Kona fer í stríð/Woman at War OST, 2018

Una cinquantenne (Halla, interpretata da Halldóra Geirharðsdóttir) mostra di saper tirare bene con l’arco e di saper mettere a frutto quest’abilità per sabotare i cavi dell’alta tensione. Scopriremo in seguito che c’è di mezzo la resistenza alle multinazionali della produzione di alluminio. Non essendo un’attività consentita dalla legge, la vediamo, nelle scene che fanno seguito a quelle iniziali del sabotaggio, mentre scappa a gambe levate sostenuta da un’energetica musica di stampo balcanico. E’ affascinante vederla correre per una tundra del tutto inabitata; ed è inaspettato vederla passare davanti ai tre musicisti (al piano, tuba, batteria) che stiamo ascoltando in sottofondo. I musicisti notano la sua corsa e da quel momento cominciamo a prendere consapevolezza che, per la colonna sonora, il regista Benedikt Erlingsson ha “invitato” i musicisti non in sala di registrazione, ma direttamente sul set del film. E cominciamo a notare una certa corrispondenza fra la passione ambientalista di Halla e gli originali brani balcanici Magnús Trygvason Eliasen, Ómar Guðjónsson, Davíð Þór Jónsson. Quest’ultimo, al piano acustico, conosciuto per le sue compisizioni ed esecuzioni per piano solo, è anche l’ispirato compositore delle musiche del film. E’ sufficiente uno sguardo al trailer del film per notare l’arguzia con cui regista e compositore hanno saputo inserire musiche, rumori e musicisti “nel” film, invece che dietro le quinte. Già intorno al primo minuto del trailer i suoni di una forbice e dei tasti di una macchina da scrivere raccontano il felice impasto fra scelte sonore e trama narrativa immersa nei paesaggi quotidiani. 
Un paio di fotogrammi (1:12) documentano che il trio “balcanico” non si dimentica di seguire la protagonista anche in cima ad un palazzo da cui si domina Reykjavík quando è necessario seguirne l’attivismo urbano, ma poco dopo (1:25) sono lì a offrire musica adeguata agli interni della casa di Halla, e a riceverne un cenno di assenso (incorniciato da due gigantografie di Gandhi e Mandela), mentre poco più avanti saranno i loro sguardi, immersi nella tundra, a seguire la linea di fuga dell’attivista, questa volta su un’auto rocambolescamente presa a prestito. Intervistato da Cinezik, Benedikt Erlingsson dice di essere arrivato a lavorare a questo film attraverso una “visione” già piena di musica: “Ho visto una donna correre per una strada deserta sotto la pioggia, venendo dritta verso di me e fermandosi molto vicina, gocciolante. Ho notato che era seguita da un gruppo di tre musicisti e suonavano per lei, non per me, suonavano la colonna sonora della sua vita”. Un buon motivo per avviare (e rinnovare) la collaborazione con Davíð Þór Jónsson fin dai primi momenti della lavorazione del film che, però, oltre all’ambientalismo, ha anche un altro motivo dominante: la maternità. 
Ad Halla viene comunicato di essere stata accettata per divenire madre adottiva di una bambina ucraina. In questo breve estratto è possibile assaporare questo secondo lato della vita di Halla e il suo mestiere di conduttrice di coro cui si rivolge per condividere l’imminente viaggio in Ucraina. Ed ecco che il film ospita anche un secondo trio, le splendide voci di Iryna Danyleiko, Galyna Goncharenko e Susanna Karpenko (per esempio, nel trailer, al minuto 1:43), che danno corpo al sentimento materno della protagonista e che nel finale finiranno per “dialogare” con l’anima dell’attivismo ambientalista Continua Erlingsson: “Queste tre voci ucraine costituiscono il cuore di Halla. Rispetto alla musica, come diciamo in Islanda, volevo ‘disporre di cintura e bretelle’, cioè essere tranquillo di poter lavorare con flessibilità e non trovarmi in difficoltà in fase di montaggio. Abbiamo fatto in modo di poter disporre di registrazioni sia in studio, sia durante le diverse riprese video. Davíð Þór Jónsson, aveva già collaborato con me, soprattutto a teatro, e aveva già composto la colonna sonora di ‘Di cavalli e di uomini’. Omar e Magnús, sono vecchi amici di Davíð che lavora col gruppo musicale ADHD che comprende Óskar e il fratello di Ómar, e fanno musica decisamente diversa da quella del film”. 


Alessio Surian

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