Nicola Segatta – Shakespeare for dreamers (SquiLibri, 2017)

Violoncellista dalla solida formazione e dal percorso artistico, ricco di prestigiose collaborazioni, Nicola Segatta, parallelamente alla sua intensa attività concertistica, si è dedicato negli anni alla scrittura ed all’improvvisazione in scena di musiche per il teatro. In particolare, musicando i versi di “Fairies’ song” e “If we shadows have offended” di William Shakespeare per l’allestimento di “Sogno di una notte di mezza estate” del regista Marco Alotto, nel 2010, ha preso vita il progetto “Shakespeare for dreamers” con l’obiettivo di far riemergere all’oblio la musicalità intrinseca delle liriche del poeta e drammaturgo inglese. Tali testi, già pensati dall’autore come canzoni e destinati ad essere eseguiti dagli attori o dai musicisti sul palco, presentano una scrittura più semplice ed immediata, un fraseggio quasi pop fatto di ritmo e ripetizioni, del tutto diverso dalla eleganza formale dei sonetti o dei pentametri dei versi teatrali. Il passo verso questo viaggio in dietro nel tempo è stato, dunque, breve e musicalmente ha seguito traiettorie che annodano presente, passato e futuro, dando vita ad un approccio che mescola il pop e Monteverdi, Fabrizio De Andrè e Shostakovich, orchestrazioni tra il classico ed il cinematografico. Ad accompagnarci, alla riscoperta della straordinaria bellezza delle liriche di William Shakespeare, oltre al violoncello di Segatta sono l’intensa voce di Adele Pardi, l’eccellente large ensemble La Piccola Orchestra Lumière, nata per accompagnare i film muti ed oggi orchestra residente della Filarmonica di Trento, oltre ad alcuni ospiti di eccezione come gli archi del Trio Broz, le voci recitanti di Stefano Laudadio e Hrachya Galstian, ma soprattutto i violoncelli di Monika Leskovar e Giovanni Sollima, mentore dell’intera opera. L’ascolto ci conduce attraverso undici brani che compongono un ideale sentiero che attraversa in lungo ed in largo l’immaginario shakespeariano dal crescendo elegantissimo di “Blow blow thou winter wind (As you like it)” al celebre monologo “To be or not to be” dal terzo atto dell’”Amleto” qui cantato in duetto in inglese e in francese da Nicola Segatta e Adele Pardi, passando per le sognanti “Fairies’ song” e “If we shadows have offended” da “Sogno di una notte di mezza estate” e le apertura orchestrale di “Come unto these yellow sands” e “Ariel’s Song” da “La Tempesta”, fino a toccare le superbe “Bacchus’ Song” da “Antonio e Cleopatra”. Nel mezzo, non mancano alcuni strumentali l’improvvisazione “Passemeze for two cellos”, ispirata da “Passemeze & Passemeze plus diminué” di Adrian LeRoy, “Tango for Teatro Valle” nel quale è racchiusa la vicende dello storico teatro romano dove sono nati i 100 Cellos di Sollima e “Basse Dance For Richard III” nata dalla composizione per luito cinquecentesca “Basse Dance La Roque” di Pierre Attaignant. La bonus track “Cirkus” dal I atto di “Re Lear” chiude un lavoro pregevolissimo sospeso tra antico e moderno, ricco di suggestioni poetiche, un piccolo capolavoro da ascoltare con attenzione. Ad accompagnare il disco, un corposo libretto con i testi in italiano, inglese e francese, intercalati dalle opere del pittore armeno Ashot Yan, il cui stile rinascimentale e onirico ha influenzato non poco l’ispirazione di Segatta. 


Salvatore Esposito
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