Mujeres Creando - Le stelle sono rare (Apogeo Records/Marechiaro Edizioni Musicali/Edel, 2018)

Quartetto napoletano tutto al femminile, il cui nome evoca il collettivo femminista boliviano (fondato nel 1992 da Julieta Parades, Maria Galindo e Monica Mendoza) e rimanda alla vulcanica creatività delle donne, le Mujeres Creando nascono nel 2010 in forma di trio dall’incontro tra Anna Claudia Postiglione (chitarrista), Igea Montemurro (violinista) e Giordana Curati (fisarmonicista), tre strumentiste accomunate dal desiderio di suonare e comporre insieme, alle quali si sono aggiunte successivamente Assia Fiorillo, una delle voci più interessanti della scena musicale napoletana e la batterista e percussionista Marisa Cataldo. Dopo aver sperimentato la loro intesa artistica lavorando alla composizione di musiche per colonne sonore, ben presto hanno cominciato a lavorare a brani originali con l’intento di coniugare la canzone d’autore italiana e la world music con il gipsy jazz, la musica balcanica e l’universo sonoro sudamericano. Pian piano ha preso vita la loro opera prima “Le stelle sono rare”, album nel quale hanno raccolto dieci brani, di cui nove inediti, arrangiati da Ernesto Nobili (basso e direzione artistica) con la partecipazione di Elisabetta Serio al pianoforte. Si tratta di un viaggio emozionale all’interno dell’amore in tutte le sue sfaccettature che dai Quartieri di Napoli ci conduce a Bahia tra colori, lingue e sonorità differenti colpendo, sin dalle prime note, l’ascoltatore tanto nell’evoluzione mai scontata delle melodie, quanto nelle ritmiche. Tenendosi lontane da virtuosismi fine a sé stessi, ma piuttosto valorizzando al massimo le specificità di ognuna, le Mujeres sono riuscite a mettere a frutto al massimo l’esperienza accumulata sin dagli esordi sul palco, cristallizzando una cifra stilistica originale ed incredibilmente fascinosa. Durante l’ascolto a spiccare sono brani come l’iniziale “La cruna di un ago” vibrante di echi di tropicalismo declinati con passionalità tutta vesuviana, lo splendido singolo “Per sempre e ancora” per la quale è stato realizzato anche riuscito videoclip, la delicata “E je parlo ‘e te” e quel gioiello che è “Tangorà” che profuma di Napoli e Brasile. Ad incorniciare il tutto la raffinata title-track, lo strumentale “Rosaspina”, la superba rilettura di “Remedios” dal repertorio di Gabriella Ferri, ma soprattutto “Once More” in cui spicca il pianoforte suonato da Elisabetta Serio. Un’ottima opera prima, insomma, che rappresenta certamente il migliore degli inizi per una esperienza artistica dalle potenzialità notevoli. 


Salvatore Esposito
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