Greg Lamy Quartet - Press Enter (Igloo Records, 2017)

Nativo di New Orleans ma ormai stabilmente residente tra il Lussemburgo e Parigi, Greg Lamy è un chitarrista di grande talento e dalla originale cifra stilistica in grado di dar vita a spaccati melodici tanto originali, quanto brillantissimi. Impegnato da sempre su diversi fronti, spesso al fianco di grandi artisti europei come Marco Massa, Quentin Liégeois e Ernie Hammes, il chitarrista americano, dopo il grande successo di “Meeting”, best seller del 2013 dell’etichetta belga Igloo Records, torna con “Press Enter”, inciso con il suo quartetto completato da Gautier Laurent (contrabbasso), Johannes Mueller (sassofono) e Jean-Marc Robin (batteria). Quella del quartetto è una dimensione particolarmente congeniale a Lamy in quanto con questa formazione è sempre riuscito ad esprimere con maggiore incisività le sue potenzialità creative, grazie anche alla complicità dei suoi strumentisti. A differenza dei precedenti, questo terzo lavoro ci offre una bella istantanea del quartetto intento ad esplorare gli incroci e gli attraversamenti sonori tra blues e jazz, spostando sempre più avanti i confini della loro ricerca. Ogni composizione di Lamy rappresenta, infatti, la base di partenza per un lavoro corale costante volto ad esaltare ora il groove ritmico ora le voci soliste ora ancora gli spaccati improvvisativi. Ogni tema viene scandagliato con certosina dedizione volgendo lo sguardo alla fusion e al blues ma soprattutto senza mai annoiare l’ascoltatore. Per comprendere tutto ciò basta ascoltare il brano che apre il disco, “Control Swift” nella quale si comprende subito la direzione intrapresa dalla chitarra di Lamy perfettamente a suo agio tanto come protagonista quanto come gregario. Così, lo scopriamo immergersi brani riflessivi come le malinconiche “There will be” e “Le Sujet” ma anche dialogare in modo sublime con il sax di Müller e le batteria di Rocin in “A.-C.”. La vitalità dell’intreccio tra blues e swing di “Exit” ci conduce alla fusion di “Erase” e “Press Enter” a cui segue “Le Chien” in cui brilla in modo superbo la perfetta intesa tra Lamy e i suoi strumentisti. Le sonorità del Mississippi di “Blues for Jane” e la bonus track “D Blues” completano un disco accattivante e straordinariamente ispirato da inserire dritto tra i dischi jazz più belli del 2018. 


Salvatore Esposito
Posta un commento