WOMEX The World Music Expo, Katowice (Polonia), 25-29 Ottobre 2017

Katowice, nominata ‘città creativa” e ‘città della musica’ dall’UNESCO, ha ospitato la ventitreesima edizione della principale fiera della world music, che per la prima volta ha fatto tappa in Polonia. Oltre 2600 professionisti della musica, esibizioni su otto palchi (se consideriamo anche il Królestwo Club per la postazione dei DJ summit a tarda notte), un ciclo di conferenze, una sezione di film e tanti altri happening all’interno degli stand dell’Expo. La serata inaugurale di mercoledì 25 ha visto tre tra i maggiori gruppi di nuova scena tradizionale polacca: Kapela Maliszów, Lautari e Vołosi suonare con la Aukso Chamber Orchestra nella principale sala da concerti del NOSPR (sede della Orchestra Sinfonica della Radio Polacca) in uno spettacolo inaugurale di luci e ombre, come spesso accade quando un organico sinfonico riduce l’immediatezza della cifra folk. Dopo il party per i delegati con cui la fiera ha aperto i battenti, la nottata è proseguita a ritmo di mazurke e altre danze tradizionali polacche al Królestwo. La chiusura domenicale (29 ottobre) è stata contrassegnata dal concerto della diva maliana Oumou Sangaré, alla quale è stato assegnato il WOMEX Artist Award, dal premio
assegnato a una grande figura del giornalismo musicale europeo, il ceco Petr Dorůžka, e dal WOMEX Label Award, attribuito all’etichetta discografica Glitterbeat, combinando i dati della World Music Chart Europe e della Transglobal World Music Chart (di quest’ultima Blogfoolk, con il suo direttore responsabile è tra i panelist). Dal passato di città di carbone e acciaio il capoluogo della provincia dell’Alta Slesia è oggi un grande centro di cultura, collocato lì dove sorgevano miniere e industrie. La fiera e gli showcase sono distribuiti nel quartiere chiamato la Zona della Cultura, nel cuore della città, in prossimità tra il Centro Congressi Internazionale, l’arena coperta Spodek e le sale da concerto del NOSPR. I dati ufficiali parlano di 300 stand, 700 espositori, 60 showcase con la partecipazione di 303 artisti in rappresentanza di 46 paesi, 300 giornalisti, 740 agenti di booking, 700 manager, 330 produttori e 420 istituzioni tra governative e educative, sono alcuni dei numeri – e non di poco conto – di questa edizione polacca, benché i WOMEXicans (così sono chiamati i delegati che prendono parte alla fiera) più esperti parlassero di una flessione nelle presenze rispetto al passato, e della
costante riduzione del numero di etichette discografiche che occupano gli stand, segno anche delle trasformazioni in atto nella fruizione musicale. Ad ogni modo, pur se ormai sono numerose le fiere internazionali (da Visa for Music nella marocchina Rabat all’Expo di Atlantico di Praia a Capo Verde, da quello asiatico al raduno marsigliese di Babel Med, dal forum latino-americano all'Indian Ocean Music Market) l’edizione 17 si segnala come evento indispensabile per tastare il polso del professionismo della world music. In effetti, WOMEX significa darsi visibilità e scambiare idee, confrontarsi, costruire lobby e strategie, ma l’Expo si configura anche come luogo d’incontri casuali e ancora più di scoperte musicali. Altro elemento interessante di questa edizione 2017 è stato la presenza di nuove generazioni di musicisti e di addetti ai lavori, che lanciano nuove iniziative, esplorare sentieri poco battuti e portano nuove visoni nel mondo della musica, su questo aspetto ha messo l’accento Chris Eckman, boss di Glitterbeat, nel suo discorso di accettazione del riconoscimento internazionale attribuitogli dagli organizzatori.

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