martedì 30 maggio 2017

In ricordo di Giuseppe Leopizzi a dieci anni dalla scomparsa

Dieci anni fa, il 01 giugno del 2007, al termine di una breve ma inesorabile malattia ci lasciava Giuseppe Leopizzi. Il chitarrista palermitano è stato per più di vent’anni un protagonista della musica folk di ispirazione celtica e anima di una dei migliori gruppi italiani del genere, gli Aes Dana. Già dalla fine degli anni Settanta la sua attività musicale lo aveva portato a stringere una personale amicizia e collaborazione con l’arpista scozzese Robin Williamson (Incredible String Band), a cui si è sempre ispirato, riprendendo in seguito la formazione chitarra e arpa dei suoi dischi solisti. Nel 1982 ha fondato a Palermo gli Aes Dana, con i quali realizza quel piccolo gioiello che è "The far coast of Sicily"; un disco capace di miscelare la tradizione musicale celtica con le atmosfere mediterranee e siciliane in particolare. Una combinazione apparentemente improbabile, ma che invece, per uno di quei piccoli miracoli che l’arte di tanto in tanto ci regala, riuscì perfettamente. Sull’esempio di Robin Williamson ha parallelamente portato avanti la sua carriera solista, e con la moglie e arpista Licia Consoli realizzato “Nierika”, per la collana Strumento curata da Riccardo Zappa. Le composizioni si allontanano dalla tradizione celtica in senso stretto, il che permette al duo di esprimere di più e meglio la propria libertà compositiva, esaltando la naturale capacità di creare melodie e intrecci tra chitarra ed arpa.  A livello compositivo è forse l’opera migliore di Leopizzi; la formula chitarra e arpa diventa così un po’ il suo marchio di fabbrica e lo pone di diritto tra i più interessanti chitarristi acustici italiani.
Con gli Aes Dana pubblica ancora “Frontiera”, disco impreziosito dagli interventi di Paddy Keenan (The Bothy Band) e di Máirtín O'Connor (Riverdance); il brano Frontiera nel 2000 era già giunto in finale al John Lennon Songwriting Contest di New York e aveva ottenuto il 1° premio allo USA Songwriting Competition in Florida nel 2002. Dopo molti anni decide di riproporre la fortunata formula chitarra e arpa, stavolta con Rosellina Guzzo, il risultato è “Gelkhamar”. Il destino non gli permetterà di andare oltre e questo rimarrà il suo ultimo lavoro in studio. Immediatamente nel 2008 la Folk Club Ethnosuoni ha ristampato in cd l’ormai introvabile “The far coast of Sicily”, il che ha permesso anche a chi vi scrive di riscoprire la loro musica, ridando vita ad un’opera che rischiava di rimanere altrimenti perduta per sempre. A dieci anni di distanza quindi un ricordo, un tributo e un invito alla riscoperta di un “piccolo grande artista sconosciuto” italiano; un artista semplice ma profondo, che è stato capace di creare piccole perle musicali che mantengono intatte il proprio smalto e la propria bellezza.


Pier Luigi Auddino

DISCOGRAFIA

Con gli AES DANA
The far coast of Sicily (Hi, Folks! Records 1987 ristampato in cd come “Far Coast… & Lost Tracks” - FolkClub EthnoSuoni, 2008)
Acoustics in Italy (Compilation) (Hi, Folks! Records, 1988)
Frontiera - (FolkClub EthnoSuoni, 2003)

Giuseppe Leopizzi
Folkautore (Compilation) (Madau Dischi, 1988)

Giuseppe Leopizzi e Licia Consoli
Nierika (DDD/BMG Ariola, 1990)
Collana Strumento (Compilation) (DDD/BMG Ariola, 1991)
Lighea (DDD/BMG Ariola, 1993)

Giuseppe Leopizzi & Rosellina Guzzo
Gelkhamar (Autoprodotto, 2006)

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