Lura – Herança (Lusafrica, 2015)

Piacevole susseguirsi di vitali melodie e ritmi, di stati d’animo gioiosi e malinconici, di sapori e profumi solari e speziati interpretati da una voce vibrante, “Herança”, il nuovo album di Lura, rappresenta l’omaggio della cantante portoghese di ascendenza capoverdiane alla cultura e alle tradizioni delle sue origini familiari. L’album si apre senza esitazione con la rutilante, ballabile “Sabi di Màs” con la quale si entra subito nel vivo. Seguono la dolce “Somada” e “Di Undi Kim Bem”, sensuale e toccante. In “Mantenha Cudado” melodiosa e ritmata, un’espressiva chitarra flamenco duetta con la voce. In “Nha Santiagu”, di e con Elida Almeida, giovane musicista capoverdiana, si segnala per l’avvolgente sax e la ritmica, mentre la vulcanica “Ness Tempo di Nha Bidjissa” è al sapore di funanà. Quasi a contrasto si pone la melodia di “Ambienti Mas Seletu”. Si raggiunge il vertice dell’album nei successivi tre brani: la suggestiva, potente, misteriosa title track “Herança”, interpretata con Nanà Vasconcelos -solo gong e percussioni a fare da sfondo alle voci quasi sussurrate-, “Barco di Papel”, dolce melodia composta insieme a Richard Bona (che interviene con chitarra, basso e percussioni) e “X da Questao” dalla linea melodica capoverdiana. La fisarmonica di “Sema Lopi” ci conduce dolcemente nel finale, “Maria di Lida” infila un vorticoso batuque, “Gorè” si fa apprezzare per i ritmi delle percussioni e la solarità; la chiusura è affidata a “Cidade Velha”, brano d’atmosfera dall’orecchiabile melodia. Dopo “Korpu ku Alma” del 2004, “M’Bem di Fora” del 2006 ed “Eclipse” del 2009, “Herança” (vale a dire “eredità”) rappresenta la naturale evoluzione del rapporto con le proprie radici da parte di Lura, all’anagrafe Maria de Lurdes Pina Assunção, quarantenne nata a Lisbona da genitori capoverdiani. La sua carriera musicale è iniziata a diciassette anni in modo quasi inconsapevole, quando Juka, cantante di São Tome e Principe, le chiese di comparire nel suo nuovo album. - Mi aspettavo di cantare come corista, invece, alla fine, Juka ed io abbiamo duettato insieme- racconta Lura. L’etichetta di world music Lusafrica cominciò ad interessarsi a lei quando ha cantato con Bonga nel brano “Mulemba Xangola”; così nel 2004 Lusafrica ha prodotto “Di Korpu Ku Alma”, album che ha ottenuto grandi consensi di pubblico e critica e tanti riconoscimenti internazionali. Con i successivi “M’bem di Fora” ed “Eclipse”, Lura ha girato il mondo. Nel 2010 con la raccolta “The Best of Lura” è uscito il brano “Moda Bò”, omaggio alla diva dai piedi scalzi scritto da Lura e cantato proprio insieme a Cesaria Evora. Certo, nella genesi di “Herança” c’entra anche la scomparsa, alla fine del 2011, della grande Evora, evento che, dopo aver lasciato costernati gli artisti capoverdiani, ha spinto Lura a tornare a Capo Verde per approfondire il legame con le sue origini e con i musicisti e i compositori dell'arcipelago. In quest’album la cantante reinterpreta con la sua voce decisa e magnetica, tre temi classici della tradizione capoverdiana: “Somada” scritta da Kaka Barbosa, uno dei brani preferiti dal cantante Ildo Lobo, “Sema Lopi”, commovente melodia che racconta la storia di un popolo, e “Ambienti mas seletu”, che traccia la storia del funanà, originariamente musica dei neri nell’epoca coloniale, poi diventato il genere musicale caratteristico dell’isola di Santiago. “Ness tempo di Nha Bidjssa” e “Sabi di Mas” sono i due brani che fanno riferimento proprio al rutilante genere funanà. Il brano “Maria di Lida”, invece, si inserisce nel filone batuque e, con un tema d’impatto sociale, rende omaggio alle donne creole. La dimensione storica emergente con forza dall’album si ritrova nelle tracce “Gorè”, “Herança” e “Cidade Velha” – scritte da Mario Lucio, compositore, musicista, poeta, musicologo e, già ministro della Cultura della repubblica di Capo Verde-, che interpretano la dimensione di stupefacente unità del popolo capoverdiano, formato da una miscela di culture e tradizioni e da sogni, speranze e sofferenze diverse. “Mantenha cudado” e “X da Questao”, ancora scritte da Mario Lucio, incarnano la natura carnale e maliziosa della musica dell’isola. Come autrice Lura si esprime in “Sabi di Mas”, che celebra la ‘sodadi’ di Capo Verde, con l’antico dilemma: “vorrei rimanere ma devo andare”, “vorrei andare ma devo rimanere”, in “Di Undi Kim Bem”, lamento di un esiliato profondamente legato alle sue radici, di cui Lura compone la melodia toccante per il testo di Abrão Vicente. In un’altra canzone, delicata e impegnata al contempo: “Barco de Papel”, scritta con Richard Bona, l’artista esplora il legame con il continente africano ai cui ritmi ed alla cui energia la musica capoverdiana si è sempre ispirata. “Nhu Santiagu” è il brano di Elida Almeida, astro nascente della nuova generazione di musicisti capoverdiani, che nel brano duetta con Lura. Contribuisce ad affinare la forza culturale di “Herança” la partecipazione di quattro grandi nomi della world music: i capoverdiani Toy Vieira (che, come arrangiatore e musicista, alle tastiere e chitarra acustica, fa da raccordo con i precedenti lavori di Lura) e Hernani Almeida - al piano e chitarra - della nuova generazione di musicisti e produttori, il percussionista brasiliano Nanà Vasconcelos e il bassista camerunense Richard Bona, musicisti navigati e di grande statura internazionale. “Herança” fa conoscere meglio la musica creola proveniente da questo luogo del mondo vulcanico, energetico, dalla collocazione singolare: isolato al centro dell’Atlantico e al tempo stesso crocevia di scambi globali. 


Carla Visca