Fabrizio Poggi & Chicken Mambo - Spaghetti Juke Joint (Appaloosa/I.R.D., 2014)

Fabrizio Poggi non ha bisogno di presentazioni al grande pubblico degli appassionati di blues in Italia, a parlare per lui c’è un percorso artistico di altissimo profilo costellato da innumerevoli collaborazioni di carattere internazionale, una corposa discografia e tanti riconoscimenti di prestigio tra cui il premio Oscar Hohner Harmonicas e la nomination ai Blues Music Awards del 2014. A distanza di appena un anno dalla pubblicazione dell’ottimo “Juba Dance” con Guy Davis e dell’antologia “Spirit Of Mercy”, il bluesman pavese torna con “Spaghetti Juke Joint”, diciottesimo album in carriera, nel quale ha raccolto dodici brani più una bonus track, incisi con gli inseparabili Chicken Mambo, e a cui si sono aggiunti alcuni ospiti d’eccezione come Sonny Landreth, Ronnie Earl, Bob Margolin, Sara Cappelletti, Claudio Noseda e Claudio Bazzari. Ad ispirare il disco è una riflessione profonda sul tema dell’immigrazione, che prende le mosse dalle vicende degli italiani che alla fine dell’ Ottocento, inseguendo la speranza di un futuro migliore emigrarono negli Stati Uniti, per ritrovarsi a raccogliere cotone con i neri nelle piantagioni del Mississippi, lottando quotidianamente contro zanzare, inondazioni e discriminazioni razziali. Forse qualcuno di loro fu testimone diretto della nascita del blues, e magari fu proprio un italiano ad aprire anche uno di quei juke joint che fecero da culla ai primi bluesman. In questo senso il titolo “Spaghetti Juke Joint” assume un significato completamente differente da quello che potrebbe essere uno stereotipo di blues in salsa italiana, ma piuttosto porta alla luce una vicenda poco nota, forse frutto di una leggenda, ma senza dubbio piena di quelle sofferenze, quei drammi e quelle emozioni che solo le dodici battute sanno racchiudere. Dal punto di vista prettamente sonoro, Fabrizio Poggi, dopo aver percorso i sentieri del gospel e dello spiritual nei precedenti lavori, con questo nuovo album ritorna alle sonorità del rock blues e al southern rock, così come non mancano echi del british blues, le sonorità di New Orleans, e il sound classico di Muddy Waters, Howlin’ Wolf e Sonny Boy Williamson. In parallelo emerge anche una bella istantanea dell’attuale line up dei Chicken Mambo che vede protagonisti Enrico Polverari (chitarra), Tino Cappelletti (basso) e Gino Carravieri (batteria), i quali accompagnano abitualmente dal vivo Fabrizio Poggi. Ad aprire il disco è “Bye Bye Bird” dal repertorio di Sonny Boy Williamson II, che prende le mosse dalle sonorità zydeco per sfociare in un rock blues di grande potenza. Si prosegue prima con la rovente “King Bee” in cui brilla la slide di Sonny Landreth, e poi con la splendida “The Blues Is Alright” impreziosita dalla chitarra di Ronnie Earle. Se l’autografa “Devil At The Cross Road” ci riporta alle origini luciferine del blues, la successiva “Mistery Train” di Junior Parker è l’occasione per apprezzare tutta l’energia dei Chicken Mambo nel supportare l’armonica di Fabrizio Poggi, nel ricreare lo sferragliare del treno sui binari malmessi di una ferrovia del Mississippi. La bella versione di “Way Down In The Hole” di Tom Waits, ci conduce ad un altro classico di Sonny Boy Williamson II ovvero “Checkin’ Up On My Baby” in cui il bluesman pavese sfoggia un cantato davvero impeccabile. La sinuosa “On Kind Favor” funge poi da perfetto apripista per “Mojo” nella quale protagonista è la slide di Bob Margolin. Non manca un omaggio a B.B. King con “Rock Me Baby”, ma è con il tradizionale “Nobody” cantata con Sara Cappelletti, che si tocca uno dei vertici del disco. Il finale vede brillare la slide di Claudio Bazzani in “I Want My Baby” e una gustosa rilettura del superclassico “Baby Please Don’t Go”, proposta come bonus track, che sugellano uno dei dischi più affascinanti di tutta la produzione di Fabrizio Poggi. 


Salvatore Esposito