Utriculus, Anno XIII, Numero 47, I Semestre 2014

Diciamo subito che le sembianze di un bollettino per i soci, “Utriculus”, voce del Circolo della Zampogna di Scapoli (www.zampogna.org), non le ha mai avute. La pubblicazione, in realtà, si è sempre configurata come organo di confronto di idee, di analisi organologica, di raccolta di ricerche sul campo e d’archivio, non solo privilegiando gli aerofoni popolari a sacco richiamati nel nome della testata, ma allargando la sfera di interessi al più ampio mondo delle culture popolari. Il piccolo centro molisano di Scapoli (IS) è noto per le botteghe artigiane di zampogne e ciaramelle, per la storica mostra permanente di zampogne allestita dal Circolo e per il più recente museo comunale dedicato agli strumenti musicali. Soprattutto per la mostra-mercato e il festival della zampogna di fine luglio, di cui l’Associazione Culturale “Circolo della Zampogna” è stata per anni promotrice, portandolo a livelli di qualità elevatissima per la proposta musicale. A coronamento di una meritoria attività scientifica e divulgativa del valore della cultura della zampogna, il Circolo scapolese è stato accreditato in qualità di consulente del Comitato Intergovernativo della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale. Superando una seconda lunga interruzione “Utriculus” torna in piazza, in una veste editoriale abbellita, scommettendo ancora sul supporto cartaceo, a dimostrazione di un impegno culturale e di una tenacia, unite alla passione, di cui l’Italia dei piccoli borghi è piena. La curatela è di Antonietta Caccia (presidente dell’Associazione) e Mauro Gioielli (musicista, ricercatore). In questo numero, come sempre una varietà di saggi e di interventi di studiosi. Si inizia con l’attento excursus su “Le pive del Nord Italia” di Bruno Grulli, per poi passare alla ricerca di Vincenzo Marasco e Antonio Giordano sulla “nuova” presenza, a partire dal secolo scorso, di famiglie zampognare in area vesuviana (“La zampogna ai piedi del Vesuvio”). Di zampogne, migrazioni stagionali per le attività agricole e canti di mietitura e novene parla Caccia (“La zampogna, i mietitori e il canto a metenza”), mentre Gioielli ci porta nella Napoli dell’epidemia colerica del 1836 per proporre delle testimonianze relative alla morte di due zampognari molisani, poi con la sua rubrica “Miscellanea Zampognara” ci fa viaggiare nei luoghi e nei tempi con aneddoti, racconti e citazioni sull’universo zampognaro. Rivolgendosi ai soci dell’Associazione, non manca l’Annuario 2008-2013, che copre la lunga interruzione della pubblicazione del periodico, e raccoglie le attività del Circolo della Zampogna. Come sempre, nella scia dell’apertura ad altri temi musicologici che non siamo solo quelli degli aerofoni, è da collocare il trittico di contributi che riguardano il ritrovamento di una chitarra battente a Macchia Valfortore (CB), una località del basso Molise che era in passato parte della Capitanata: terra di chitarre battenti, per l’appunto. Ad occuparsene sono Mariella Brindisi e i musicologi Vincenzo Lombardi (“Risonanze simpatiche. Musiche, musicanti, chitarre ed altro ancora”) e Salvatore Villani, massimo esperto dell’area musicale garganica (“Un prezioso ritrovamento”). Un intervento sul carnevale è opera di Alessandro Testa, giovane ricercatore molisano e accademico nella Repubblica Ceca, il quale propone “Silloge delle fonti sui Carnevali di Scapoli e Castelnuovo al Volturno. Con sinossi morfologiche”. Lo spazio alla musica suonata presenta uno spartito del “Saltarello di Nonno Nicola”, trascritto da Ivana Rufo, musicista del gruppo Il Tratturo. Un’ampia sezione di recensioni di pubblicazioni editoriali (libri e periodici) chiude il numero 47 di “Utriculus”, che come già in passato si segnala per l’accurata ricerca iconografica che si avvale anche di foto d’epoca e di riproduzioni di antiche stampe ed immagini. 

Ciro De Rosa