Le Ninfe Della Tammorra – Scaramantrika (Autoprodotto, 2013)

Diretto dalla musicista e docente campana Serena Della Monica, Le Ninfe Della Tammorra sono un gruppo campano impegnato da oltre un decennio nella riproposta e nella diffusione delle tradizioni e delle danze popolari del Sud Italia, e con alle spalle una intensa attività dal vivo, spesa tra l’Italia e l’estero, nonché numerose partecipazioni a trasmissioni televisive sulle reti nazionali. Il gruppo, oltre a Serena Della Monica (voce, organetto, fisarmonica e tammorra), vede protagoniste altre tre donne ovvero Giustina Gambardella (voce, tamburi a cornice e cajon), Carlotta D'Avino (danza e tamburello), e Concetta Giordano (voce), a cui si aggiungono Gianmarco Volpe (mandola, chitarre e violino), Giovani Vicidomini (chitarra battente e fiati), Edmilson Cruz Lemos (percussioni afrobrasiliane), Gino Ariano (basso acustico) e Ruggiero Botta (batteria). Il loro nuovo album “Scaramantrika”, riflettendo il loro percorso di ricerca, raccoglie dieci brani tra inediti e tradizionali, che compongono un vero e proprio viaggio musicale che da Napoli al Cilento, passando per il Salento e la Sicilia, ci conduce alla scoperta di suoni, danze rituali e canti del Sud Italia, spaziando dalla Tammurriata alla Pizzica Pizzica, fino a toccare i canti d'amore, gli stornelli e le serenate, il tutto condito da un originale approccio nella riproposta, che guarda verso la contaminazione con le sonorità del Mediterraneo. A caratterizzare ancor di più questo progetto discografico, nato da un idea di Serena Della Monica e Gianmarco Volpe, c’è un concept ben preciso, che è anche alla base del titolo dell’album, ovvero la stretta connessione che c’è nella tradizione popolare del Sud Italia tra amore e scaramanzia, elementi fondamentali di quell’universo “magico” descritto da Ernesto De Martino in Sud e Magia. “Scaramatrika”, rimandando anche ai mantra indiani, evoca attraverso antiche ritualità contadine, canti e parole arcaiche, che nel loro insieme schiudono all’ascoltatore un mondo dimenticato dai suoni immaginifici, in cui si intrecciano percussioni, plettri e mantici. A riguardo Vito Pinto scrive nell’introduzione al disco: “È un rito antico che si fa matra, che diventa preghiera, che si sostanzia in meditazione sull’universo intorno, sul suo Creatore e sull’uomo, che ti abbraccia ed accarezza con le suggestioni di suoni lontani eppure così vicini ad una cultura etnica davvero senza barriere”. In questo senso, ci piace sottolineare come il libretto, che accompagna il disco, ad ogni canzone, affianca una pratica rituale contadina come quella del ballare sui gusci delle uova, ripreso anche in copertina, che serviva a scacciare il maligno per le giovani donne, o quella della cipolla su cui le ragazze innamorate incidevano l’iniziale dell’amato. Ad aprire il disco è la bella versione del tradizionale “Alla Cilentana”, a cui segue l’inedito “Sciore D’Ammore”, un canto d’amore in crescendo nel quale al canto e ai plettri pian piano si aggiungono le percussioni. L’organetto di Serena Della Monica ci conduce prima in Salento con gli “Stornelli”, proposti in un originale arrangiamento a più voci, e poi nel Beneventano con la splendida “Serenata” di Amerigo Ciervo in cui protagonista è la voce di Paola Salurso e l’organetto della Della Monica. Si torna a Sud-Est con il tradizionale griko “Ilie-mu”, ma è con “A Curuna” di Rosa Balistreri, che si tocca il primo vertice del disco. Il tradizionale “Sciummo Sciummo” e la fascinosa “Canto Del Mare” ci conducono verso il finale con “Mana Santa” composta ed interpretata da Pasquale Ziccardi. Chiude il disco la title track, in cui le percussioni accompagnano un rincorrersi di voci, che cantano le varie invocazioni scaramantiche tipiche della tradizione campana. Insomma “Scaramantrika” è un disco davvero interessante che non mancherà sorprendere ed affascinare quanti vi si avvicineranno all’ascolto. 


Salvatore Esposito