Jimmy Robinson – Guitarworks (Autoprodotto)

Attivo sin dalla metà degli anni settanta con band come Woodenhead e Twangorama, Jimmy Robinson è un virtuoso della chitarra acustica a sei e dodici corde, e attualmente si divide tra la sua attività come session man e la sua carriera come solista. Il suo originale stile chitarristico, che unisce folk, blues e country, unito ad un songwriting che rimanda alla migliore tradizione cantautorale americana, lo hanno lanciato in breve tempo come uno degli artisti più rappresentativi della scena musicale di New Orleans. Nella sua discografia, oltre ai vari lavori a cui ha preso parte come strumentista, spicca certamente l’ottimo “Vibrating Strings” del 2008, nel quale aveva messo in fila quindici brani autografi e le due ottime reinterpretazioni di “Wind Cries Mary” di Jimi Hendix e “Kashmir” dei Led Zeppelin. Tuttavia il suo ultimo lavoro in studio “Guitarworks” rappresenta l’opera che meglio lo rappresenta dal punto di vista stilistico, incarnando quell’approccio artigianale alla musica, che sembra valorizzare nel modo più compiuto tanto le sue composizioni, che siano brani cantati o strumentali, tanto le reinterpretazioni. L’ascolto è così un viaggio nell’ispirazione e nella tecnica chitarristica di Robinson, che ci regala perle di ottima fattura come gli strumentali “Lynne Louise”, “Frantic” e “Colin Brown”, ma anche perle come il blues, venato di colori world dell’iniziale “Can’t Stop Drinking”, quel gioiellino west-coast che è “Everything Must Go” e la dolcissima “You And Me”, impreziosita dalla voce di Susan Cowsill. Un capitolo a parte lo meritano invece le belle rivisitazioni di “Little Wing” di Jimi Hendrix in cui spicca i tromboni della The Bonerama Hors, “Hurt” dei Nine Inch Nails nella versione di Johnny Cash e con la slide di Tommy Malone in gran spolvero e “Eight Miles High” dei Byrds con ospite ancora Susan Cowsill alla seconda voce. “Guitarworks” è, dunque, un disco che piacerà certamente non solo agli appassionati di chitarra acustica, ma anche e soprattutto a quanti apprezzano il blues e la musica west-coast. Un disco da ascoltare come giusto antipasto per i concerti italiani di Robinson, che suonerà nella nostra penisola tra agosto e settembre di quest’anno. 


Salvatore Esposito