Lowlands & Friends - Better World Coming (Gypsy Child Rec)

I tributi a Woody Guthrie ormai non si contano quasi più, e questo non solo per il rispetto e la venerazione che c’è per la sua ormai leggendaria figura, ma anche perché artisticamente parlando album commemorativi come lo splendido “A Vision Shared”, il live “Til We Outnumber Them” e il monumentale “Mermaid Avenue” di Wilco e Billy Bragg, hanno aperto una strada importante verso la sua riscoperta. Nell’anno del centenario della nascita del folksinger di Oklahoma, tante sono state le iniziative per ricordarlo a partire dal bel cofanetto “Woody At 100” della Smithsonian/Folkways, per passare al tributo “Notes For Hope”, fino al progetto “New Multitudes” di Jay Farrar. Fa dunque molto piacere, vedere che a questa nobile schiera di omaggi al grande Woody Guthrie, si sia aggiunto anche “Better World Coming”, realizzato dagli italiani Lowlands, insieme ad un gruppo di amici e musicisti. Ciò che colpisce sin da subito è che pur essendo un disco tributo e misurandosi con un corpus di canzoni tra i più conosciuti e rivisitati di sempre, la band pavese abbia dato una sua impronta di originalità alle canzoni, riuscendo a non risultare didascalica e scontata nelle sue interpretazioni. Nato per caso tra le prove in studio e a casa, questo progetto fotografa anche una scena musicale molto viva come quella di Pavia, riunendo diversi musicisti locali che in Woody Guthrie hanno trovato il loro comune denominatore. Ad aprire il disco è un accenno strumentale di “This Land Is Your Land” suonata al piano da Francesco Bonfiglio, che introduce a “This Train Is Bund For Glory” nel cui sound country rock brillano la national guitar di Maurizio Gnola Glielmo e l’armonica di Francesco Limido mentre sullo sfondo si muove il dialogo tra il mandolino di Alex Cambise e il banjo di Nicola Crivelli. Si passa poi a “Heaven My Home”, il cui arrangiamento si ispira da vicino a quello di Joel Rafael, e che funge da perfetto apripista per una splendida “I Ain't Got No Home” in versione acustica con l’armonica di Limido ancora protagonista. Uno dei vertici del disco arriva con “More Pretty Girl” in una versione waitsiana, cantata in duetto dall’ottimo Sergio “Tamboo” Tamburelli con Edward Abbiati, che si ripete in solo acustic nella successiva “Better World Coming”. La storia di Sacco e Vanzetti raccontata in “Two Good Meen”, ci porta sorprendentemente in Irlanda con le voci di Edward Abbiati, Franco Limido, Paolo Terlingo, Jimmy Ragazzon, Maurizio Gnola Gnelmo che si alternano al canto. Una evocativa e corale versione di “Plane Wreck At Los Gatos (Deportees)” ci conduce verso il finale con le ottime riproposte di “Stepstone”, “Going Down The Road” e “Lonesome Valley”. Chiude il disco il classico “Hard Travellin” in cui si susseguono le voci di Edward Abbiati, Franco Limido, Paolo Terlingo, Jimmy Regazzon, Maurizio Gnola Glielmo, con le belle armonie di Nicola Crivelli, Betty Verri e Claudio Raschini, e nella quale spicca l’intreccio tra il mandolino di Cambise e la fisarmonica di Bonfiglio. L’outro pianistico di “This Land Is Your Land” sugella un disco di ottima fattura, e che conferma come la scena roots italiana stia vivendo da qualche anno uno stato di grazia. 


Salvatore Esposito