Mattanza – Il Meglio dei Mattanza (Italian World Music)

I Mattanza nascono nel 1997 da un’idea di Mimmo Martino, storico fondatore del Gruppo di Ricerca Popolare Tommaso Campanella e leader di diverse formazioni musicali attive sin dai primi anni settanta, che facendo tesoro dell’esperienza maturata dall’incontro con il professor Luigi Lombardi Satriani, decise insieme ad alcuni vecchi amici di dare nuova linfa alla tradizione musicale calabrese cercando di riscoprire il patrimonio della tradizione orale calabrese, partendo dalle filastrocche fino a toccare le ninna nanne, i canti di lavoro e i proverbi. Non è casuale, infatti, che i loro concerti si chiudano sempre con la frase: "Un popolo senza storia è come un albero senza radici: è destinato a morire!", che identifica il loro desiderio di denunciare la progressiva perdita di memoria rispetto alla vera identità dei popoli connessa ad una totale scomparsa di quei patrimoni e saperi tipici della tradizione popolare che la modernità rischia di cancellare. Mattanza diventa dunque sinonimo di un impegno teso ad una resistenza ad oltranza a difesa della memoria e alla valorizzazione di quell'immenso patrimonio rappresentato non solo dalla musica della loro terra ma anche quella di tutta l'area del Mediterraneo. Attualmente il gruppo vanta un organico molto ampio composto da Mimmo Martino (voce, flauti, percussioni, armonica), Enzo Petea (tastiere, fisarmonica, programmazione, composizioni), Roberto Aricò (basso, contrabbasso), Giovanni Squillacioti (percussioni), Fabio Moragas (chitarra) e Marìka Gatto (voce). A documentare il loro percorso artistico e di ricerca, è l'ottima antologia Il Meglio dei Mattanza che raccoglie una selezione dei brani relizzati per i tre dischi pubblicati in questi anni, ovvero Razza Marranchina nel 1997, Nesci Suli nel 2003 e Viaggio nel 2005, che evidenzia come il loro suono si sia sviluppato attraverso un percorso che partendo dalla Calabria li ha condotti ad esplorare sonorità e linguaggi musicali che spaziano dalle coste italiane fino a toccare quelle del Nord Africa e dei Balcani. A caratterizzare i vari brani è la voce ricca evocatica e ricca di personalità di Mimmo Martino, che ben si sposa con quella più dolce e cristallina di Marika Gatto in un dialogo continuo denso di suggestione, come dimostrano la splendida Kalavrisella, Rriggiu e Nebbia A La Valle, una riscrittura di Amara Terra Mia innestata su sonorità orientaleggianti. Durante l'ascolto si apprezza la grande cura con la quale i Mattanza approcciano gli arrangiamenti, valorizzando al massimo la strumentazione tipica della tradizione calabrese come la lira calabrese, il mandolino, il flauto e il tamburello, come dimostrano la programmatica Mattanza, Violina e il tradizionale siciliano Vitti Na Crozza. Il Meglio dei Mattanza, è dunque, una buona occasione per scoprire questo interessante gruppo calabrese impegnato nella divulgazione militante della tradizione musicale della loro terra, un opera meritoria che ci auguriamo possa rappresentare per loro una continua occasione di crescita musicale. 


Salvatore Esposito