Marcabru – Derive (Autoprodotto)

Marcabru era un umile trovatore provenzale del XIII secolo, che partendo dalla tradizione popolare dei cantastorie divenne inconsapevolmente l’inventore del trobar clus, una forma poetica del tutto inconsueta per il tempo e che a differenza del trobar ric, si caratterizzava per una grande ricchezza di allegorie e per i tipici vers contradizentz. Ispirandosi all’originalità e all’inventiva di questo antico cantastorie, un gruppo di musicisti dell’Emilia Romagna ha deciso di dare vita ai Marcabru, progetto musicale che nasce dalle ceneri de I Musici, formazione nata circa vent’anni fa e che nel corso degli anni ha perseguito un percorso di ricerca attraverso la musica antica, quella celtica e la tradizione popolare. Dopo alcuni cambi di formazione, i Marcabru hanno trovato un assetto stabile della formazione ora composta da: Fabio Briganti (fiddle, cittern, dulcimer e voce) e Marie Rascoussier (basso, chitarra acustica e voce), gia membri de I Musici, assieme Fiorino Fiorini (didjeridoo, dan moi, giiro, cori) e Fiorenzo Mengozzi (batteria, bodhran, darbuka, egg-shaker, cori), questi ultimi abili nell’arrangiare melodie tradizionali spaziando dalla world music alla musica tradizionale, il tutto con un approccio molto moderno e sperimentale. Rispetto all’esperienza de I Musici ed in particolare al loro ultimo disco Ciapasogn, i Marcabru hanno conservato l’utilizzo del dialetto romagnolo, pur guardando verso la riscoperta di varie lingue europee antiche e moderne come l’inglese o il francese. Dal punto di vista del sound, le influenze spaziano dalla tradizione folk italiana al folk rock di matrice celtica, il tutto caratterizzato dall’uso di strumenti atipici rispetto alla tradizione europea come il didjeridoo, il cui bordone ritmico ed ipnotico caratterizza moltissimo il loro sound insieme al particolare approccio tecnico al basso della Rascoussier. Il loro ultimo album, Derive, raccoglie undici brani, nati da quattro anni di concerti nei quali i brani sono stati rodati e suonati molto dal vivo, e alla fine hanno trovato una radice comune in una frase tratta da Billy Bud di Herman Melville: “Un taglio alla mia gomena, andare alla deriva…”. Si tratta insomma di una sorta di viaggio alla deriva, nel quale ad accompagnarli ci sono gli strumenti che quasi come fossero barche li conducono a solcare ora il mare della tradizione della loro terra con l’iniziale La Barca de Vent, ora ad affiancarsi ad un vascello di pirati con Fire Down Below, fino a toccare prima la poesia di Rimbaud con Roi Blanc poi le coste dell’Oriente con lo strumentale Debka Oud/Debka Chaim. Si fa poi rotta verso l’irlanda con la splendida The Raggle Taggle Gypsy riletta attraverso una chiave che mescola suoni irish e musica klezmer, per poi toccare prima l’Italia con Onda Tonda e poi la Francia con L’Ecolier Assassin. Chiude il disco un bel terzetto di brani con Cluck Old Hen, una splendida rilettura in chiave irish di Wishlist dei Pearl Jam e il tradizionale Weile Waile. Derive è, dunque, un concentrato di suoni, emozioni e suggestioni che difficilmente deluderà coloro che vi si avvicineranno, e senza dubbio rappresenta un punto di svolta importante per la carriera dei Marcabru, che siamo certi in futuro ci regaleranno altre belle sorprese come questo disco. 


Salvatore Esposito