Stefano Miele - Glocalizm vol. 1 – Samples, Traditionals & Folk! (Animamundi)

Attivo da oltre quindici anni come dj e produttore, Stefano Miele vanta nel suo percorso artistico non solo dischi di successo come Pista Connection del 2000 e Flux del 2002, ma anche una lunga serie di collaborazioni con 99 Posse, 24 Grana, Caparezza e Speaker Cenzou, che lo hanno da sempre caratterizzato per la sua curiosità e per la sua apertura verso sonorità nuvo e la sperimentazione. Il suo disco più interessante però è forse quello meno conosciuto, ovvero Glocalizm Vol.1 - Samples, Traditionals & Folk! che rappresentava la concretizzazione di un percorso di ricerca personale cominciato con la sua tesi di Laurea discussa presso lo storico Istituto Universitario Orientale di Napoli, nella quale partendo dal concetto di terzo spazio ovvero quello che si riscopre quando si viene a contatto con quei suoni che vengono dal passato per tracciare un percorso aperto verso il futuro. Nacque così questo progetto, inzialmente pubblicato per una piccola etichetta indipendente e che oggi trova nuova vita grazie ad una splendido lavoro di ristampa ad opera di Anima Mundi. Il dj napoletano attraverso i dodici brani presenti nel disco compie un vero e proprio viaggio attraverso la musica tradizionale del Sud Italia, rielaborando e remixando alcuni dei suoi grandi classici ma anche perle dimenticate, facendo emergere a pieno quel concetto di Glocal che vede il globale e il locale uniti come facce della stessa medaglia. Collaborando direttamente con artisti come Marcello Colasurdo, Lino Cannavacciuolo, Ghetonia, Arakne Mediterranea e Brunella Selo, Miele è riuscito a dare vita ad un disco travolgente e potente nel quale le antiche melodie e i ritmi ancestrali, grazie ad un alchimia di suoni che parte dal jazz tocca l'elettronica e giunge al dub, assumono un tratto di sorprendente modernità quasi presente e passato convivessero in una dimensione del tutto nuova. E' dunque anche la strana copertina che lo ritrae nei panni di San Paolo di Galatina mentre guarda una coppia di danzatori che ballano, assume un significato pregnante, quasi con Glocalizm si fosse tentato un unione spazio-temporale tra antico e moderno, tra folk e dub, partendo però dalle radici dei suoni per giungere ad uno stile originalissimo e pieno di fascino. Durante l'ascolto si spazia così dal tradizionale Griko Auelì con gli Arakne Mediterranea, alla splendida Abballabbà da quel gioiello che era Segesta di Lino Cannavacciuolo, fino a tornare di nuovo nel Salento prima con To Proto insieme ai Ghetonia e poi Matinata con la complicità degli Avleddha. Il viaggio di Miele tocca successivamente il Gargano con una splendida Mundanarè cantata da Brunella Selo, e che rivestita di elettronica assume un fascino del tutto nuovo, per far ritorno successivamente in Campania prima con Tammurriata Nera con Rosapaeda e poi con la splendida i Guagliune Dò Tremila con Marcello Colasurdo. Il vertice del disco è però ancora un brano salentino ovvero Dumeneca Matina impreziosita dalla voce di Daniele Durante e caratterizzata da un trascinante ritmo reggae in levare. Glocalizm farà certamente storcere il naso ai puristi, ma per comprendere bene questo progetto è necessario non solo conoscerne la genesi ma soprattutto ascoltare con attenzione ogni traccia fino a cogliere quel legame che unisce presente e passato e che Miele è riuscito a rintracciare grazie alle sua passione e alla sua curiosità. 


Salvatore Esposito