Come il "Cammino celeste” attraversa i luoghi del Friuli per convergere sulla vetta del monte Lussari – un santuario sospeso che abbraccia e guarda contemporaneamente all'Italia, all'Austria e alla Slovenia – così la musica di Elsa Martin, cantante friulana, si fa crocevia geografico e spirituale di tre culture.
L’album di Elsa Martin non è catalogabile nei generi tradizionali dalla struttura strofa-ritornello di un disco pop: è un'opera in cui la voce umana viene usata come se fosse un sintetizzatore, proiettando l'ascoltatore dentro un'esecuzione sonora ipnotica.
La ricerca dell'artista friulana si inserisce nella grande tradizione dell’avanguardia vocale italiana. È impossibile non avvertire l'eco transgenerazionale di Demetrio Stratos. La Martin raccoglie quel testimone d'avanguardia per ricostruire, attraverso i loop e la tecnica elettroacustica, una nuova sperimentazione vocale.
Già vincitrice del premio Andrea Parodi nel 2012 e pluri-finalista nelle Targhe Tenco, la cantante friulana, forte di un'alta formazione jazz, sente l’esigenza profonda di esprimere la sua arte attraverso il canto; “Vox Humana” è un lavoro in solo che, con l’ausilio dell’elettronica in alcune tracce, dà forma a questa urgenza.
La sua ricerca vocale si rivela prima di tutto una ricerca interiore, un viaggio spirituale che l'artista compie attraverso la sua lingua madre, il friulano. Questo idioma, parlato in una terra che storicamente fa da cerniera tra l'Italia, l'Austria e la Slovenia, si carica di sonorità di confine. Nella riscoperta di questa matrice linguistica emerge l'eredità di Pier Paolo Pasolini, altro grande maestro della voce intesa come canto primordiale, al quale la Martin, insieme al pianista Stefano Battaglia, ha dedicato l’album “Lyra” alla memoria dello scrittore.
“Vox Humana” è un disco profondamente femminile, guidato dalle parole di grandi poetesse. Elsa Martin attinge infatti ai versi di autrici friulane come Novella Cantarutti e Antonella Sbuelz, oltre a quelli di Antonella Bukovaz ed Emily Dickinson. Proprio per questa sua natura complessa, il friulano può risultare a volte incomprensibile all’ascoltatore, ma è proprio qui che si compie la trasformazione: La parola viene destrutturata e ridotta al suo puro suono viene liberata dal suo significato logico attraverso una personalissima musicalità onomatopeica.
Questo approccio rende la sua proposta straordinariamente affascinante perché, come sostiene la Martin “spogliando il canto dalle sovrastrutture del significato letterale, ci si avvicina alla sostanza più pura e primordiale della musica”.
L’ascolto dei brani ci proietta in una dimensione metatemporale: un tempo sospeso in cui i concetti di prima e dopo, inizio e fine perdono significato. La sua voce fluttua in questo riverbero sonoro, magnifica il ciclo della terra che, con la sua circadiana alternanza, si fa custode della vita e della rinascita, Così nel brano “Cantico del frutto”. Eppure, in questa sperimentazione vocale la Martin sente il bisogno di ancorarsi alla realtà: nel brano “Tem”, concepito come una riflessione sul quotidiano, inserisce delle registrazioni ambientali e casalinghe, muovendosi come un metronomo che scandisce il tempo dei giorni. Tra i suoni catturati si sente una radio accesa in cui si distinguono gli echi della musica leggera italiana, come la celebre “Vattene amore” di Amedeo Minghi e Mietta, meglio nota come “Trottolino amoroso”. Frammenti di vita ordinaria, quasi alieni nel contesto d'avanguardia del disco, che fungono da punto di contatto con il mondo reale.
“Vox Humana” non è un disco di facile ascolto: bisogna abbandonare la comfort zone dei rassicuranti confini della strofa e del ritornello, concedendosi il tempo e le pause necessarie ad accogliere le stratificazioni della voce, i loop e le sfumature elettroacustiche. In questo percorso ci vengono in aiuto Carl Dahlhaus e Hans Heinrich Eggebrecht che, nel loro saggio “Che cos'è la musica?”, teorizzano il concetto di ascolto strutturale: un approccio cognitivo e astratto capace di andare oltre la pura gratificazione emotiva immediata per cogliere e approfondire la logica interna del suono. Un’esperienza che ci regala i grandi benefici di un ascolto critico e consapevole.
Nicola Coniglio
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