Nel 1994 Adriana Calcanhotto chiese ad Arnaldo Antunes una canzone per l’album “A Fábrica do Poema”. Da allora, per oltre trent’anni gli incontri e le collaborazioni si sono rinnovati, ma, fino a due anni fa, avevano composto insieme un solo brano, "Pra Lá" (2006), nominato ai premi Grammy Latini come miglior canzone in portoghese. Nel tempo, si sono incontrati in spettacoli e festival, hanno collaborato per libri e conferenze, ma hanno dovuto aspettare il 6 settembre del 2024 prima di riuscire a dar vita al loro primo spettacolo insieme, al Coala Festival di San Paolo. Da quell'incontro è germogliato un tour che non si limitasse a presentare brani già realizzati individualmente. Per l’occasione hanno composto insieme nuove canzoni: “Vice-Versa” ne raccoglie dieci, cui affianca "Sorriso Livro" dei Timbalada.
"Tutti dicono cosa sia meglio per me/ (...) / esprimono le loro opinioni e suggeriscono cosa succederà / (...) solo io so cosa sto pensando / voglio essere al mio posto / nella mia carne viva / per sapere cosa sia meglio per la mia vita". I versi di “Na Minha Carne Viva”, con Marisa Monte alla chitarra, ben esprimono, all'unisono, la capacità di scrivere canzoni come forme di attrito, di resistenza attraversata da inquietudini anche quando sono incorniciate da un tono tranquillo.
Tocca al samba “Também capaz” aprire le danze, protagoniste le percussioni del produttore Pupillo (batteria, caxixi, pandeiro, tamburelli, tamburello e bombo) su cui si innestano la chitarra di Pedro Sá, le tastiere di Vitor Araújo e il basso di Lucas Martins.
Con Pupillo hanno scritto “Se for para ser agora”: insieme al samba-rock “Contemplando a folia” e a “Você não vai me achar” rimandano ai registri del trio tribalistas. Quest’ultima, con l’esplicito ritornello "Non mi troverai”, racconta una fuga fisica (“Oggi me ne vado lontano, senza dire dove”) e, insieme, una scelta matura e consapevole di ricercare la pace interiore, di sapersi difendere: "Non torno più a casa, ho spento il cellulare", a cavallo fra leggerezza e malinconia. Forse meglio di tutte le altre canzoni sembra esprimere il registro che attarversa” Vice-Versa”, in perenne transizione tra tensioni e momenti di serenità: la ricerca di distanza fisica si trasforma in una riconciliazione con se stessi (“Va tutto bene, sto bene, ma non mi troverai / Mai più, sono in pace”).
Accanto a brani dai risvolti più acidi o con un’essenziale e satura cifra rock, come “Não Me Dão” (Non me lo danno), il minimalismo emerge nel finale, in forma di preghiera in “Não Me Deu” e, in precedenza, nella poetica, affaticata e romantica “Por Ti, Por Mim, Por Nós”, viaggio alla fine del mondo come prova d’amore: “Ho attraversato strade, fiumi, sono scivolato / Ho affrontato bestie, notti insonni / Solo per vederti sorridere", il tutto condito dalle loro immancabili “liste”: “gerani, rose, gelsomini”, riferimenti a campi e giardini, bellezza, tenerezza e dolcezza. Ma anche in "Agora juntos" (ora insieme), dove ritroviamo gli splendidi di Arnaldo Antunes senza dimenticare il ricorso ai paradossi: è l’unica in cui, invece di ricorrere all'unisono, Adriana Calcanhotto e Arnaldo Antunes si alternano al canto.
Alessio Surian
Tags:
Sud America e Caraibi
