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Sono tutti di composizione e firmati dai tre componenti del gruppo i diciannove pezzi (in quattordici tracce) che compongono “Midnight Followed”, secondo album del Firelight Trio. Il non aver inserito brani tradizionali riarrangiati (come invece avvenuto nell’eponimo album di debutto del 2023) non significa però un allontanamento dalle sonorità folk, ma piuttosto una maggiore libertà nelle possibilità espressive di Gavin Marvick (violino), Phil Alexander (fisarmonica e pianoforte) e Ruth Morris (nyckelharpa), che qui, con assoluta padronanza e divertita abilità, accompagnano l’ascoltatore attraverso un territorio musicale in cui si incontrano il jazz, i suoni della natia Scozia, le suggestioni finnico-scandinave, echi mediorientali e tocchi klezmer. L’album si apre con “Dirty Euro/Viridian Skies/Storm in a Teacup/A Hatful of Euros”, un set che inizia nervoso, con i tre strumenti che suonano insieme, ma che poi si distende, si allarga, e infine assume un luminoso andamento circolare che il trio definisce “un vortice in miniatura contenuto in 32 battute”. È invece con un pizzicato di violino echeggiato dalla nyckelharpa che si apre “Left Bank Reels – The Dragonfly and the Gauloise”, la prima di due reel in cui, evocato dalla fisarmonica, aleggia uno spirito parigino, spirito che nella seconda e rapida “The Yellow Jersey” si fonde con echi yiddish. Nella successiva “Sunday Jig” Phil Alexander, lasciata la fisarmonica per il pianoforte, conduce verso lidi
gospel e dialoga con il violino di Marvick – qui con un taglio molto scottish – fino a scivolare verso un più nervoso, e a sprazzi orientale, “Ellen Galford’s”. Sono invece decisamente yiddish le atmosfere di “Praying Mantis/The Plague of Wasps”, con la seconda che ben riesce a suggerire uno stormo di vespe che ronza attorno fastidioso, se non minaccioso; una sorta di “Volo del calabrone” in salsa folk. La successiva “Tune for tomorrow” è la traccia più intensa ed emozionante dell’album. In essa si dispiega tutta la forza della musica che, come scritto nella presentazione del brano, esalta i momenti felici della vita così come può aiutare a superare quelli più difficili. Il pezzo inizia con il pianoforte, che espone il tema musicale secondo uno stile classico-contemporaneo; in seguito si aggiungono la nyckelharpa e il violino, in un’alternanza risolta in un intermezzo dai toni concitati, prima della ripresa del tema e di un delicato e notturno finale. La seguente “The Malmi Polka” è stata composta nell’omonimo distretto finlandese in cui il gruppo ha soggiornato nel 2023, per una serie di concerti tenuti a Helsinki, ed è una sorta di riassunto di molte delle influenze slave che il trio ha rintracciato nella musica finnica.
“Jericho Bridge/The Darkest Hour/Just Before the Dawn” è, al contrario, quasi un ritorno a casa: si tratta di una sequenza dall’evidente carattere scozzese, costituita da una marcia, una stratsphey e una reel, molto piacevole nel suo svolgersi. “The Boy and the Bear/Midnight Followed” sono due valzer; il primo lento e sognante, il secondo più veloce e mitteleuropeo. L’ultimo, vivacissimo set di brani dell’album, intitolato “Life on the Road/Six Weeks to Náměěst’” è un omaggio e un ricordo della partecipazione del trio al Folk Holiday Festival di Náměěst’ e, soprattutto, del viaggio in camper che Gavin Mavrick e Ruth Morris hanno intrapreso per raggiungere la località della Repubblica Ceca in cui, a fine luglio di ogni anno, si svolge la rassegna. Ottimamente suonato, con la sua varietà di stili e toni, “Midnight Followed” pone il Firelight Trio nella schiera di coloro che, qua e là in Europa, sanno distillare ottimi blend musicali, da assaporare e riassaporare, così da cogliere appieno la passione, l’attenzione e la ricerca che Phil Alexander, Gavin Mavrick e Ruth Morris mettono nella loro musica.
Marco G. La Viola
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