Warmoes – de Binnenbuiten (Trad Records, 2026)

Il piccolo e pittoresco villaggio di Gooik nel Brabante in Belgio è al centro d’Europa ma sicuramente diventa il centro del mondo quando i quattro ragazzi che costituiscono la giovane band folk fiamminga Warmoes che ha forti radici nel villaggio, imbracciano strumenti tipici di diversi luoghi e si ritrovano in un locale, improvvisando musica, ciascuno con il suo vissuto musicale. Il quintetto è costituito infatti da fisarmonica (Marieke D’Hose), sassofono tenore e low whistle (Arno Molenschot), pianoforte e bouzouki (Milan Robberechts), basso e contrabbasso (Laris D’Hose) e, infine, percussioni (Laurens Maris). Questi strumenti si fondono in un caleidoscopico linguaggio fatto di jazz, pop e funk, creando un suono distintivo e originale. “de Binnenbuiten” è il loro album di debutto in cui invitano l'ascoltatore a un affascinante viaggio attraverso una varietà di paesaggi musicali in cui si incontra: una frizzante passeggiata invernale, una tazza di tè caldo sul divano, un’avventurosa gita in bicicletta, un'accogliente jam session in un bar. Così la musica popolare di questo villaggio si veste di diversi generi musicali dal jazz, al pop, al latino in modo non rapsodico e unitario con maturità, cosa non scontata vista la loro giovane età, e anche minuzia e precisione, non a caso siamo nella storica terra dei pittori e compositori polifonisti fiamminghi. Le nove composizioni originali raccontano con passione, freschezza e onestà la loro vita nel villaggio fatta da registrazioni sul campo e serate musicali nei locali. La loro vibrante energia dal vivo rimane sempre presente. L'album si muove senza sforzo avanti e indietro tra momenti intimi e brani esplosivi con tutta la band al completo. La prima traccia, “de zandman” è un brano di ispirazione popolare con un sapore moderno in cui la fisarmonica protagonista inizia con un curioso riff off beat che poi coinvolge gli altri strumenti. Segue “Klutskweit” che attacca con rumori ambientali in presa diretta e prosegue con una danza popolare festosa, prima con un ritmo additivo e poi marcatamente pulsante con parti improvvisate e poi con la ripresa del tema iniziale. In “Nachtvorst” il lirismo espressivo del piano, subito ripreso dalla fisarmonica, sfocia in una delicata danza nordica. Il brano unisce il sapore popolare con un groove: comincia con un incisivo riff subito incalzato dalla fisarmonica e dalla sezione ritmica creando una grande luminosità. A seguire “Orlando”, basato su un tema del flauto subito dopo incalzato dalla fisarmonica e poi dalla sezione ritmica a creare un interessante tappeto contrappuntistico che ben presto ritorna sul tema metricamente marcato e dispari iniziale: arrangiamenti essenziali e mai pieni che l'ascoltatore può completare con il suo “acustinario”. “Thee Deugd” è una composizione intima per solo pianoforte basata su un basso discendente e da variazioni tra il classico e il jazz che ricordano a tratti il raffinato Billy Evans. “Fiets Jigs” è invece una giga presentata ancora una volta da suoni ambientali che aprono il sipario ad una forma tradizionale divisa nelle tipiche parti armonicamente contrastanti contrappuntato dagli accordi jazz del pianoforte e dal groove delle percussioni. Un flauto suonato alla Ian Anderson con il ritmo spezzato crea un’atmosfera fusion. Un riff bolereggiante caratterizza “Kune Kune”, che presenta che in primo piano la sonorità del bouzouki, ripresa poi dal sax con l’accompagnamento delle percussioni e i suoni lunghi della fisarmonica come sfondo e con un finale da fiesta flamenca. “Galanthus” è un brano con un raffinato arrangiamento vocale basato su una melodia modale e accompagnata da blocchi accordali del pianoforte; si aggiunge la fisarmonica solista creando un’atmosfera realmente “galante”, che diventa epica con l’entrata delle percussioni sul fortissimo. La traccia finale “Radiator Jig” è un’altra giga che prende spunto da un elemento meccanico, come a dire che la tradizione può convivere bene con il mondo moderno. Un bell’inizio per questa giovane band che sembra promettere scelte coraggiose e di qualità attraverso un organico originale e insolito, introducendo elementi creativi nuovi a un patrimonio musicale secolare a cui si mantengono sempre saldamente ancorati. Spotify.com


Francesco Stumpo

Posta un commento

Nuova Vecchia