Capita di ritrovarsi dopo quasi cinquant’anni a vedere un concerto di quelli che da ragazzo ti hanno segnato, con una band che non sei più riuscito a rivedere da allora, anche perché da lì a poco si sciolse. Era il 15 gennaio 1978, e l’Assemblea Musicale Teatrale, questa la band in questione, apriva il concerto di Francesco Guccini al Palasport di Alessandria. Dopo 48 anni, finalmente abbiamo l’occasione per riascoltare dal vivo quelle canzoni allora imparate a memoria ascoltando per anni la cassetta comprata a quel concerto. L’idea della reunion dell’Assemblea Musicale Teatrale nasce per ricordare Alberto Canepa, uno dei fondatori da poco scomparso, con un concerto a Genova. La band è tornata poi in scena per una serie di concerti, tra i quali questo di Ovada in occasione del Festival Pop della Resistenza con un concerto-spettacolo dedicato a Sergio “Cencio” Alloisio, partigiano ovadese, umorista e co-fondatore della band, in una serata in cui alle canzoni si sono alternati momenti di ricordo di alcuni partigiani della zona. Sul palco Gian Piero Alloisio (voce, chitarra, armonica), Gianni Martini (chitarre e voce), Bruno Biggi (chitarre e voce), della
formazione originale, coadiuvati da Claudio De Mattei (basso), Claudio Andolfi (batteria e voce) e Lorenzo Marmorato (piano, tastiere e fisarmonica).
Il concerto si apre con “America”, brano tratto dal primo album della band, “Marilyn” (1977), un testo di un’attualità sconcertante che fotografa in maniera impietosa l’America di oggi, passata quasi inosservata allora, ora incredibilmente censurata e rimossa da tutti i social con l’accusa di veicolare messaggi d’odio. Alloisio racconta che l’Assemblea Musicale Teatrale nacque dall’unione di un gruppo teatrale genovese con una band di rock progressive, da cui il nome che racchiude le due forme espressive artistiche, a rappresentare un approccio che sarà in seguito sempre presente nei suoi lavori, arrivando a inventare il Teatro-Canzone con Giorgio Gaber. Questo approccio era già presente in quelle prime canzoni, come esplicitato in “I ricchi”, con un testo rivisto e riadattato ai nostri tempi, e nell’ironia graffiante a tempo di valzer di “Festa”, racconto ironico sulle feste del proletariato giovanile. Gli anni ’70 e la controcultura dell’epoca ritornano in molti brani del loro repertorio, come in “Carlo
Marx”, testo nato in tribunale al processo contro Emilio Quadrelli con l’idea della fine del comunismo raccontato in un blues in maggiore, “L’impotente”, musicata da Alloisio a sedici anni su testo di Lorenzo Beccati (che diventerà in seguito autore televisivo nonché voce del Gabibbo), il rock tirato di “Ribellarsi è giusto”, dove Alloisio che si esibisce anche all’armonica.
I brani in scaletta sono inframezzati da ricordi della Resistenza, con testimonianze video in cui ritroviamo il racconto in prima persona di alcuni partigiani (Mirella Alloisio, Pasquale “Ivan” Cinefra, Mario “Aria” Ghiglione), che ricordano l’eccidio delle Benedicta e da alcune canzoni “partigiane”, come una versione blues di “Bella Ciao” e il classico “Siamo i ribelli della montagna”. Ma ciò che più sorprende è l’attualità di molti di questi brani scritti quasi cinquant’anni fa. Si è già detto di “America”, ma non sono da meno “Mimì”, quasi più attuale oggi di allora, con Gianni Martini in un pregevole assolo quasi blues alla chitarra elettrica, il rock progressive della splendida “La fattoria degli animali”, o quel piccolo capolavoro di “Marilyn”, qui in versione acustica chitarra e voce
con Martini, un’analisi lucida e poetica della società dello spettacolo.
In chiusura di concerto arrivano “Siamo arrivati”, altro capo d’opera, dal primo repertorio di Alloisio del dopo Assemblea Musicale Teatrale, il manifesto della band “La nostra storia” e una versione classica e corale di “Bella Ciao”. Assente la retorica e l’autocelebrazione delle reunion, questa serata ha riportato in luce canzoni che non hanno perso la loro carica ironica e riescono ancora ad essere attuali e parlare del presente. Nella sua breve carriera. L’Assemblea Musicale Teatrale ebbe l’occasione di partecipare a tre edizioni della Rassegna del Club Tenco (1977, 1978 e 1979). Ci sembrerebbe naturale che questa reunion a distanza di cinquant’anni dalla fondazione, venisse celebrata anche alla Rassegna del 2026.
Giorgio Zito
Foto e video di Giorgio Zito
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