PoiL Ueda – Yoshitsune (Dur et Doux, 2023)

A meno di un anno di distanza dalla pubblicazione del primo lavoro collaborativo tra l’artista giapponese Junko Ueda e il combo lionese PoiL, arriva il secondo capitolo intitolato “Yoshitsune”, dal nome del samurai Minamoto no Yoshitsune, protagonista dell’Heike-Monogatari (Storia dei Taira), raccolta di eventi storici nell’elaborazione di cantastorie itineranti, ambientata durante il conflitto tra due clan dell’aristocrazia militare, i Taira e i Minamoto, che si disputavano il potere nel XII secolo in una fase storica fondamentale per la storia del Giappone. Antoine Arnera, tastierista e vocalist della band avant-prog rock PoiL, così racconta (lo scorso marzo a Marsiglia, durante Babel Music XP, ndr) dell’incontro con la musicista nipponica: “Con la band da tempo cercavamo di confrontarci con musicisti tradizionali giapponesi. Abbiamo conosciuto Junko sul Web dopo che qualcuno ci aveva parlato di lei. L’abbiamo contattata via e-mail e, fortunatamente, ci ha risposto di sì”. Da parte sua, Junko Ueda dice: “Solitamente suono musica giapponese tradizionale e il canto shômyô buddista, narrando storie epiche in tutt’altro contesto; mi esibisco da sola in acustico, in stile classico o cameristico. È una musica di narrazione, quindi ci sono molti silenzi tra le frasi. Invece, la musica dei PoIL (Antoine Arnera a tastiere e voce, Boris Cassone a chitarra e voce, Ben Lecomte al basso acustico, Giulhem Meier batteria e voce, ndr) è completamente diversa dalla mia musica, che è molto riflessiva. Però, la loro musica è molto energica e piena di note. Così ho pensato che dovevo provare…”. Nativa di Tokyo, ma di residenza europea, Ueda suona il satsuma biwa, un liuto tradizionale a manico corto di foggia piriforme ricavato da un unico blocco di legno, dotato di quattro corde di seta e suonato con un grande plettro triangolare. Uno strumento appreso secondo modalità imitative nella relazione diretta maestro-allievo: “Fai riferimento a ciò che fa il maestro per poi eseguire gli esercizi. Oltre a ciò, impari il modo di vivere, il modo di pensare, tutta la filosofia che c’è dietro l’apprendimento”. Esistono diverse scuole strumentali, Ueda ha studiato narrazione epica satsuma-biwa con Kinshi Tsuruta (stile Satsuma-Biwa Tsuruta) e canto buddista shômyô con Kôshin Ebihara (scuola Tendai). Ha poi studiato composizione al Tokyo College of Music. I suoi album di biwa (“L’épopée des Heike” e “Satsuma Biwa”) hanno ricevuto diversi premi in Francia. Arnera ricorda l’inizio del progetto: “Ci siamo incontrati nel 2019, ma poi quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, è iniziato anche il periodo del Covid. Non potevamo provare insieme. Junko aveva proposto di avvicinarci a una storia epica come quella di Yoshitsune e della battaglia di Dannoura. Abbiamo composto a casa; Junko ci ha inviato alcuni racconti su Yoshitsune e canti buddisti shômyô e noi abbiamo composto la nostra musica intorno a questi canti, inviandola poi a Junko. Per il primo concerto abbiamo avuto una settimana per provare. Ma Junko è arrivata ed è stato tutto perfetto”. Ma perché rivolgersi a storie di guerre di samurai che arrivano dal passato? Junko fa notare che il “focus è sulle emozioni universali di queste storie tragiche. Se suoni diventando una parte della storia, seguendo gli insegnamenti del maestro, allora le persone capiranno, anche se non conoscono il giapponese. È quello che cerco sempre di fare, voglio raggiungere il senso comune di tutti, lo voglio condividere. Oggi ci sono molti conflitti e incomprensioni verso l’altro, ma abbiamo un senso comune. Amore e tragedia: se tocchi questi aspetti, le persone comprendono che siamo tutti umani. Più che sui combattimenti, il messaggio centrale si fonda sull'idea buddista di causa ed effetto e sull'impermanenza della vita umana”. I due album sono stati registrati contemporaneamente a Lione in un'unica soluzione nel dicembre del 2021. I musicisti si sono resi conto di avere molto materiale, da qui la decisione di pubblicare “due parti della stessa saga”: “PoiLUeda” e “Yoshitsune”. Si tratta di una figura molto conosciuta in Giappone. La sua storia è rappresentata anche nel Teatro Nō e nel Kabuki. La seconda parte della saga, composta da otto brani, segue le vicende della lotta per il controllo del Giappone successive alla battaglia navale di Dan-no-Ura, quando l’eroe è costretto all’esilio, dopo essere stato falsamente accusato dall’astuto fratello Yoritomo di tradimento e di cospirare per impadronirsi del governo. Si rinnova il sorprendente mix di estetiche, di passaggi delicati e impetuosi, di cambi di ritmo e di scenari. L'album si apre con l’impianto prog che domina le tre parti di “Kumo”, restituendo le inquietanti e memorabili peripezie per mare dell’eroe e del fedele vassallo, il monaco guerriero Benkei. In navigazione verso Osaka nel Mare Interno di Seto, una tempesta investe la loro barca, mentre appaiono i fantasmi del clan Heike. Il fantasma di Taira-no-Tomori, il comandante Heike che Yoshitsune uccise nella battaglia della baia di Dannoura, cerca di trascinare Yoshitsune e Benkei in fondo al mare. Benkei estrae il suo “rosario”, recita delle preghiere e il fantasma si ritira. Nella quarta traccia, “Ômine-san”, Yoshitsune si ricongiunge alla sua amante, Shizuka, le racconta della terribile situazione che sta affrontando, chiedendole di sopportare ancora una volta la loro separazione. A dominare è un tema lento incentrato sul biwa e sul canto accorato di Junko, a cui fanno da contorno riff di chitarra e il profondo pulsare ritmico della batteria. Il lungo poema “Yoshino” (di Yoshino-Shizuka) si alimenta di sinistri passaggi di biwa e synth, accentuando il senso di tensione e trepidazione. Arrivati al valico di frontiera di Ataka travestiti da monaci buddisti, i due riescono ad attraversare con uno stratagemma, ma anche confidando sulla commozione del capo delle guardie. Nell’omonimo brano, è Ueda a prendersi la scena in maniera magistrale con il suo canto. Nel conclusivo “Kokô”, che si dipana in due movimenti, assistiamo a Yoshitsune che ringrazia Benkei per avergli salvato la vita, scusandosi per averlo messo in una difficile situazione. Il monaco-guerriero si scoglie in lacrime ma poi il viaggio continua fino a Michinoku, prima dell’alba di una fredda giornata invernale. La musica segue l’itinerario dei due, con una prima parte d’attesa e una seconda, più rockeggiante e vorticosa, a evocare lo stato d’animo di Yoshitsune ma anche la sua determinazione. E la saga continua… poil.bandcamp.com/album/yoshitsune 


Ciro De Rosa

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