Ettore Giuradei – Nevrotica/Politica (Freecom, 2023)

A quattro anni da “Lucertola”, torna il cantautore bresciano Ettore Giuradei con un nuovo lavoro. “Nevrotica/Politica” (uscito solamente nel formato vinile) contiene otto brani composti durante la pandemia, con la produzione artistica di Marco Parente e la copertina disegnata dall'artista Francesco Levi. In apertura troviamo “Povertà” (“Vivere secondo quella forma, quella vita che nella sequela tende reciproca alla regola, se non posso vincere e correggere, non voglio diventar carnefice”), un rock robusto sostenuto dal piano, batteria, violino e un ritornello coinvolgente, ritmica di chitarra acustica con arpeggi di elettrica e moog tratteggiano “Assenza” (“Io la conosco e l’alimento questo spopolamento, luoghi perfetti dell'infanzia, gli amici sui muretti, lasciar cadere i frutti, il mondo antico che combatte, l’Italia che non si difende”). Rhodes e violino colorano gli oltre sette minuti di “Caos” (“Quanto il caos ci calmi e rivendichi le sue espressioni, le sue allucinazioni come mostri, profughi capaci di rivoltare stomaci, cartoni animati”) con i suoi cambi di tempo e atmosfera. “Below Sea Level” (“Cindy che fa la parrucchiera, lui che era stato in marina, sentirsi dare del criminale, dopo il ritorno dalla paura, poi s'è sposata sei volte, ma un altro uomo vuole rischiare, con la parrucca non è perfetta, ma dentro si sente migliore”) ha ritmi serrati con chitarre elettriche e intrecci vocali in odor di prog anni Settanta. “Apparire” (“Doveva finire per forza in disperazione, c’era qualcosa di scritto in lingua ignota, qualcosa di tremendo che ammazza l’anima, sopravvissuta”) si appoggia sul pizzicato del violino, il Mellotron e l'accompagnamento della chitarra. “Policrate” (“In piedi sui merli del suo tetto, guardava con lo spirito appagato, Samo, la città su cui regnava, ‘Tutto mi è sottomesso’ disse al Re dell’Egitto ‘Ammetti che sono fortunato, conoscesti il favore degli Dei, quanti erano prima pari tuoi?’ ”) è un flamenco sottolineato da una chitarra elettrica sporchissima che nella seconda parte si quieta, lasciando spazio al violino e alla voce recitata. Si prosegue con l’ironia di “Manca” (“A me che manca è un bombarolo, con l'indirizzo buono, morire di lavoro, morire di lavoro") che si macchia di violino, chitarre distorte e batteria, invece chitarra acustica e paesaggio sonoro tratteggiano la conclusiva “Semplicemente Mandel’ stam” (“Si disfa come sale nella botte, una stella più buia è l’acqua gelida, più pura la morte, più salata la sventura ed è più onesta e paurosa la terra”). Un ottimo ritorno di un cantautore interessante, con un disco veramente ispirato, intriso di riferimenti culturali importanti da Schiller a Nietzsche, passando per Eugenio Barba, Flavio De Bernardinis, Gianfranco Rosi, Raffaella Calandra, Goffredo Fofi e Nick Cave. La registrazione in presa diretta lo rende ancora più genuino, con gli arrangiamenti marcatamente retrò che mettono in mostra la scrittura sempre lucida e corrosiva di Giuradei, oltre al timbro vocale molto personale. “Nevrotica/Politica” parla di oggi, ma anche di domani perché è un lavoro urgente, di quelli necessari da ascoltare, per capire e per riflettere. 


Marco Sonaglia

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