Antongiulio Foti – Hold Fast (Alfa Music, 2021)

Formatosi negli Stati Uniti frequentando come borsista, a quattordici anni, prima il Jazz Workshop del Berklee College of Music Five Week e, successivamente, a diciotto, la Manhattan School of Music, Antongiulio Foti è un giovane e talentuoso pianista con alle spalle già una consolidata esperienza artistica, costellata dalle collaborazioni con Jim McNeely e la Manhattan Sings Big Band, ed Enrico Intra e la Civica Jazz Band di Milano. A ventuno anni, giunge al suo debutto discografico come leader con “Hold Fast”, la cui realizzazione è stata finanziata dalla SIAE attraverso il bando “Per Chi Crea” ed inciso alla guida di un trio completato da due eccellenti strumentisti come Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Ettore Fioravanti alla batteria, a cui si sono aggiunti come ospiti Daniela Spalletta alla voce e Rosario Giuliani al sax alto. Si tratta di un lavoro che intreccia le diverse esperienze musicali che hanno caratterizzato la vita artistica e la ricerca musicale di Foti, spaziando dalle suggestioni ritmiche afro-cubane ai suoni del Mediterraneo, passando per la canzone d’autore italiana. A riguardo il pianista afferma: “Un invito, ascoltando il disco, ad aggrapparsi al primo elemento che ci colpisce, e farci guidare nella comprensione di ciò che è meno immediato. Senza dimenticare gli altri significati della locuzione: Hold Fast, perseverare, e tener fede, credere fermamente nei propri principi, ai propri valori. Questo è ciò che ha guidato fermamente la realizzazione di questo progetto, Il compimento dei principi di freschezza, di sincerità, e di bellezza”. Composto da otto brani di cui sette autografi, il disco si apre con la dinamica title-track con il pianoforte a guidare la struttura melodica, assecondato magistralmente dalla sezione ritmica. Si prosegue con “Elastic Bands” che, come scrive lo stesso Foti nella presentazione del disco, è una “composizione basata sulle proprietà “elastiche” del metro musicale” nella quale il pianoforte di Foti e il sax di Giuliani danno vita ad un gustoso gioco fatto di fasi dialogiche e call and response. Entra, poi, in scena la splendida voce di Daniela Spalletta che impreziosisce le atmosfere nordiche ed eteree di “Hermes” e gioca un ruolo da protagonista nella “Suite Mediterranea”, dedicata al Mare Nostrum e alle nostre radici culturali, ma anche un’elegia in musica per quanti attraversano le sue acque alla ricerca di un futuro migliore, trovandovi invece la morte. Il primo movimento “Seikilos” è l’originale rielaborazione di Foti dell’antica melodia dell’”Epitaffio di Sicilo” nella quale il canto in greco antico, turco ed arabo si sposa ad un brillante arrangiamento in cui spicca il contrabbasso di Ferrazza suonato con l’archetto. La seconda parte “Mediterraneo” arriva dal songbook di Mango e rende omaggio alla canzone d’autore italiana che ha cantato il mare che bagna la nostra penisola. Il travolgente swing di “Tesseract”, con il pianoforte di Foti intesse un dialogo serrato con la batteria di Fioravanti e il contrabbasso di Ferrazza, ci introduce alla riflessiva “La découverte de Lascaux” a cui il pianista affida il ricordo della visita delle grotte affrescate di Lascaux nel Sud della Francia. Chiude il disco la superba “Mokongo Ma’ Chevere” con il trio, allargato in quintetto con Giuliani al sax e Daniela Spalletta alla voce, che rende omaggio alle radici africane del jazz. “Hold Faste” è, dunque, una eccellente opera prima, che mette in luce tutto lo straordinario potenziale di Antongiulio Foti nelle vesti di leader nel valorizzare i singoli talenti e l’espressività delle voci strumentali. Ne vedremo delle belle in futuro. 


Salvatore Esposito

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