Sissy Castrogiovanni – Terra (Manū Records, 2020)

Cantante, compositrice e docente Berklee College of Music di Boston, Sissy Castrogiovanni è un artista dalle radici musicali ben piantate nella sua Sicilia ma con uno sguardo rivolto al futuro e alla sperimentazione in ambito jazz come avevamo avuto modo di constatare nel gustoso “Intra Lu Munnu” in cui si mescolavano composizioni originali, brani dal repertorio di Rosa Balistreri e sorprendenti incursioni nella musica classica con il Notturno Op. 9 N.2 di Chopin. A distanza di sette anni da quest’ultimo la ritroviamo con “Terra” album che la vede spostare ancora più avanti i confini della propria ricerca stilistica in cui convergono il senso di appartenenza all’isola sonante e l’abilita nel destreggiarsi tra i sentieri del jazz internazionale. Per l’occasione, al suo fianco troviamo una vera e propria all star band composta da Tim Ray (pianoforte), Jesse Williams (batteria), Lili Haruvi (sax soprano), Jamey Haddad (percussioni), Jorge Perez-Albela (batteria), strumentisti di assoluto prestigio, determinanti nella ricerca e nella definizione del suono e nel dialogo con gli strumenti della tradizione affidati alle mani sicure di Puccio Castrogiovani (marranzano, zampogna, ciaramella e voce) e Fabio Pirozzolo (tamburi a cornice) a cui si aggiungono quali ospiti speciali Claudio Ragazzi (chitarra), Marcus Santos (percussioni), un gruppo vocale con otto voci e un quintetto d’archi. Registrato tra il 10 e l’11 giugno 2019 al PBS Studios di Westwood MA negli Stati Uniti, il disco si apre con “Gandalf” brillante riscrittura in siciliano del tradizionale anglo-americano “Wayfaring Stranger” la cui melodia parte dai territori del jazz per aprirsi ad un intrigante intersezione con i suoni della Sicilia. Si prosegue con la divertente incursione nei suoni latin di “’A Panza” nella quale spicca tutta la potenza di fuoco melodica del supergruppo che la affianca e in cui brilla l’ottima prova vocale della stessa Castrogiovanni. “Magia” ci consegna sette minuti in cui si compie un viaggio sonoro dai territori dell’improvvisazione al jazz, dalle sonorità brasiliane all’Africa con il finale affidato al dialogo tra la voce della cantante siciliana e il coro. Se “’nsonna” è una ballata pianistica densa di lirismo impreziosita dagli archi che entrano nella linea melodica a metà brano, la successiva “Ancilii” si snoda onirica dai sentieri jazz a quelli della tradizione con il marranzano che fa capolino nell’ultima parte del brano. Si prosegue con la bella sequenza con la sinuosa “Ama”, la title-track dedicata alla Sicilia e in cui vengono cantate le sue contraddizioni, il disco raggiunge il suo vertice con “Paci” in cui batteria, percussioni e tamburo a cornice sorreggono una melodia irresistibile che sfocia nel finale corale. Completano il disco la pregevole rilettura di “Stranizza d’amuri” di Franco Battiato e la raffinatissima resa della serenata tradizionale siciliana “Voi durmiti ancora” con il quartetto d’archi ad impreziosire la tessitura melodica guidata dal pianoforte. Insomma, “Terra” è un disco di assoluto valore il cui ascolto ci sentiamo di consigliare vivamente. 


Salvatore Esposito

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