Maria Del Mar Bonet & Borja Penalba – En Directe (Produccions Blau, 2020)

La grande diva della canzone catalana ritorna con un live registrato a Valencia, al Teatro Micalet, a fine settembre, durante una residenza di una settimana, in una finestra temporale fra le restrizioni e le chiusure che hanno accompagnato questa stagione concertistica. Il disco è, giustamente, attribuito a Maria del Mar Bonet e a Borja Penalba, squisito accompagnatore alla chitarra e cantante/autore egli stesso, da anni strumentista di riferimento della cantante di Maiorca e titolare di una già interessante discografia a suo nome e con la cantante Mireia Vives (Il loro “Cançò de Fer Camì” è stato uno dei dischi più interessanti dell’anno passato). A completare la formazione le percussioni, mai invadenti, di Antonio Sanchez. Tredici canzoni, in larga parte inedite, due begli omaggi a Toti Soler (“Em Dius Que el Nostre Amor”) e allo chansonnier valenciano, incredibilmente pressoché sconosciuto nel nostro paese, Ovidi Montllor (con il classico “Homenatge a Teresa”), e, a chiudere, il super classico “Que Volen Aquesta Gent”, uno dei pezzi più conosciuti di Maria del Mar. In mezzo, tanti omaggi a poeti catalani e valenciani (nel Paìs Valencià si parla una variante del catalano) viventi e scomparsi, spesso musicati dai due protagonisti. La Bonet abdica alla concezione musicale pan-mediterranea che ne ha caratterizzato la produzione fin dalla fine anni ’70, periodo dei dischi con l’Orchestra Nazionale di Tunisi, con i valenciani Al Tall e con l’omaggio alla Grecia di Theodorakis, in favore di una dimensione più intima e più autoriale; questo non incide sulla qualità del lavoro, cinquanta minuti intensi, vari e che ci riconsegnano una Bonet in grande forma, a tre anni da “Ultramar”, bel lavoro interamente concepito a Cuba e suonato con musicisti de L’Havana, con cui festeggiava i cinquant’anni di carriera. Nella scaletta un paio di spot solisti anche per Penalba, fra cui la bellissima “Nova Cançò de l’Amor Perdut”, scritta da Joan Ramon Bonet, fratello di Maria del Mar, e “Jo d’aquesta Cançò…” poema inedito di Pere Quarte dedicato proprio alla cantante Maiorchina. Notevoli poi i brani a due voci: “No Hi a Llum”, poema di Marc Granell musicato da Penalba, forse l’episodio più toccante dell’album, e “Podries” della poetessa Joana Raspoll, dedicata senza retorica al dramma dell’emigrazione. Fra i classici, una versione meravigliosa di “No Trobaràs la Mar”, altro pezzo importante della Bonet, inciso anche da Silvia Perez Cruz nel suo ultimo live. In conclusione, un disco bello, un live intimo ma non dimesso che ci ricorda della grandezza di una delle interpreti imprescindibili della canzone, tradizionale e d’autore, di tutto il bacino mediterraneo e che valorizza anche le qualità canore e chitarristiche di Borja Penalba, partner perfetto e fondamentale. 


Gianluca Dessì

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