Dal Tramonto all’Appia: Around Jazz, Parco Archeologico dell’Appia Antica, Roma, dall’11 settembre al 3 ottobre 2020

Nata da un’idea di Marco Massa, grande appassionato di jazz prematuramente scomparso, la rassegna “Dal Tramonto all’Appia: Around Jazz” è tornata quest’anno dall’11 al 3 ottobre in una edizione speciale, fortemente voluta dal Parco Archeologico dell’Appia Antica e con la direzione artistica del produttore Fabio Giacchetta. Nonostante le difficoltà dovute alla necessità di rispettare le norme relative al distanziamento sociale per prevenire i contagi dal virus COVID-19, in piena sicurezza sono andati in scena dieci concerti al calar del sole che hanno rinnovato il fortunato connubio tra musica e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, già sperimentato negli anni precedenti. Luoghi di grande suggestione situati sulla antica via consolare romana hanno fatto da cornice ad un articolato cartellone di concerti concepito come un viaggio musicale attraverso alcune tra le più interessanti produzioni artistiche della scena jazz italiana, alcune delle quali proposte in prima assoluta, e che in parallelo consentisse agli spettatori di riscoprire luoghi di straordinario interesse storico immersi nel silenzio della campagna romana e poco frequentati dai circuiti turistici. La rassegna si è aperta all’ombra del Mausoleo di Cecilia Metella, l’imponente Castrum Caetani, l’11 settembre con la prima assoluta di “Changes” nuova produzione dell’eclettico batterista Nicola Angelucci che, sul palco allestito accanto all’antica Chiesa di San Nicola,
ha dato vita ad un set denso di grande musica, accompagnato dalla pianista e compositrice tedesca Olivia Trummer e dal contrabbassista Luca Bulgarelli, nonché da dallo straordinario Gabriele Mirabassi al clarinetto nelle vesti di special guest. Guidato dall’eclettico drumming di Angelucci il quartetto ha proposto un concept nel quale il jazz è la base di partenza per una ricerca sonora che spazia attraverso atmosfere ed approcci stilistici differenti e in cui ogni voce strumentale ha avuto modo di ritagliarsi il suo spazio specifico. Prezioso il contributo della Trummer che si è destreggiata tra piano e voce mettendo in luce un approccio compositivo brillante e mai scontato, impreziosito dal clarinetto di Mirabassi a cesellare le line melodiche. Il giorno seguente, “Dal Tramonto all’Appia: Around Jazz” è proseguita con la presentazione di “Atomic Bass”, album firmato dal contrabbassista Giuseppe Bassi ed ispirato alla drammatica esplosione della centrale nucleare di Fukushima in Giappone avvenuta nel 2011. Accompagnato dai talentuosi Seby Burgio al pianoforte Giovanni Scasciamacchia alla batteria e dal grande Javier Girotto al sax, Bassi ha raccontato in musica la tragedia che ha colpito la città nipponica e nel contempo ha messo in luce la capacità degli esseri umani di adattarsi a tutte le situazioni. Nel corso del set, il contrabbassista ha illustrato la genesi del progetto, realizzato in una prima fase in Giappone con la collaborazione della pianista Sumire Kuribaiashi, soffermandosi a presentare i diversi brani in scaletta.
Il risultato è stata una narrazione intensa, declinata attraverso composizioni di grande impatto evocativo che ha accompagnato il pubblico attraverso quei drammatici giorni dalla tremenda esplosione all’allontamento della popolazione dalla città fino a ritorno, segnato dalla scelta di convivere con la radioattività della zona, detto dal desiderio di ritornare alla normalità. Dal punto di vista prettamente musicale il Bassi ha orchestrato in modo impeccabile ogni brano, valorizzando l’interplay tra le voci liriche e facendo risplendere di luce propria il sax di Girotto. A concludere la serata è stato, poi, il trio composto dal Ameen Saleem al contrabbasso, Greg Hutchinson alla batteria e Domenico Sanna al pianoforte che hanno condotto il pubblico attraverso le strade di New York tra modern jazz e atmosfere metropolitane. Sabato 19 è stata la volta del magmatico Perfect Trio di Roberto Gatto che, con la complicità di Pierpaolo Ranieri al basso elettrico e di Alfonso Santimone al pianoforte e synth, ha proposto un live act dall’ampio respiro musicale nel quale riscritture in chiave jazz di classici della musica italiana si sono alternate a standard, il tutto impreziosito da una grande cura per gli arrangiamenti e le strutture ritmiche. L’inimitabile approccio alla batteria di Gatto ha brillanto in particolare negli spaccati improvvisativi nei quali è stato lasciato ampio spazio alle invenzioni sonore di Santisimone all’elettronica. 
A sorpresa è, poi, salita sul palco la figlia del batterista romano che ha interpretato con grande espressività vocale due standard jazz, svelano un possibile sviluppo futuro del progetto. Venerdì 25 settembre, la rassegna si è spostata al Casale di Santa Maria Nova, dove una tensostruttura ha consentito che andasse in scena il doppio concerto del Norma Ensemble con la partecipazione di Fabrizio Bosso alla tromba, inizialmente previsto al Mausoleo di Cecilia Metella. Nato nel 2019 sul palco dell’Ambria Jazz dall’incontro tra Marcello Allulli (sax), Jacopo Ferrazza (contrabbasso), Valerio Vantaggio (batteria) e Enrico Zanisi (pianoforte), quattro tra i migliori strumentisti della scena jazz italiana, il Norma Ensemble ovvero Non Opporre Resistenza Ma Ascolta, racchiude nel nome stesso della formazione un ambizioso manifesto artistico, che mira a coniugare il jazz moderno con istanze cameristiche e da ascolto. Nel corso della serata, infatti, scoprendo man mano i brani del loro recente “Revelation” si è disvelato un approccio corale dalle dinamiche serrate nel quale trova spazio anche l’improvvisazione con il sax e il piano che si muovono in modo brillante, sorretti da una solida architettura ritmica nella quale la tromba di Bosso si inserisce ora ad impreziosire il tutto, ora a sparigliare le carte in tavola e condurre i brani in territori sonori ancor più affascinanti. 
Sotto il profilo compositivo, i vari brani mettono in risalto i diversi contributi dei singoli strumentisti con Zanisi a brillare per freschezza ed originalità, Vantaggio che mette la firma al brano dalla trama melodica più serrata e Allulli che ci conduce attraverso atmosfere ora oniriche ora ipnotiche. Vertice del concerto è “Suite For Ambria” di Ferrazza nella quale giganteggia il dialogo tra tromba e sax che mette ancor più in risalto il fascino multiforme del quartetto. Sabato 26, il Casale di Santa Maria Nova ha ospitato l’evento più atteso di “Dal Tramonto all’Appia: Around Jazz” con il doppio concerto dell’inedito duo composto da Paolo Fresu alla tromba e flicorno e Ramberto Ciammarughi al pianoforte. L’incontro tra ottoni e pianoforte ha prodotto un set dalla bellezza straordinaria nel quale la musica del duo ha catturato l’attenzione del folto ed attento pubblico sin dalle primissime battute. La perfetta intesa tra il timbro inconfondibile di Fresu e gli arpeggi del pianoforte di Ciammarughi è stato impreziosito dall’utilizzo dell’elettronica da parte del trombettista sardo ad aprire ulteriori fronti verso l’avanguardia e la musica contemporanea. Particolarmente fascinose ci sono sembrate “Perfetta”, scritta da Fresu per uno spettacolo teatrale di Geppi Cucciari, la riscrittura in chiave jazz di “Sì dolce è il tormento” di Monteverdi e una superba ed ipnotica “Grace”. 
Le sequenze originali composte da Ciammarughi ci hanno mostrato le incredibili potenzialità espressive del duo, mentre puro godimento è stata la resa della ballad “Bye Bye Blackbird” che ha suggellato una serata memorabile che rimarrà a lungo nella nostra memoria. La rassegna si è avviata alla conclusione il 2 ottobre con il concerto del Blue Note Quartet feat. Daniele Scannapieco con il leggendario Gegè Munari alla batteria, Domenico Sanna al pianoforte, Francesco Lento alla tromba e Vincenzo Florio al contrabbasso, a cui è seguita una lunga jam session con tutti i musicisti protagonisti della rassegna e dedicata al suo ideatore, Marco Massa. La giornata conclusiva, il 3 ottobre, è stata affidata ad un altro doppio concerto, il primo del duo composto dalla cantante Alice Ricciardi e dal pianista Pietro Lussu e il secondo affidato all’Hammond Trio ovvero Leonardo Corradi (organo hammond), Luca Fattorini (contrabbasso) e Marco Valeri (batteria). “Dal Tramonto all’Appia: Around Jazz” ha regalato al pubblico romano una bella istantanea dello stato dell’arte della scena jazz italiana, mettendo in fila una serie di concerti di assoluto valore.

 

Salvatore Esposito

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