Taranta Lanera – Taranta Lanera (Vlad, 2020)

Musicista, attrice e produttrice trevigiana di nascita ma di base in Francia da diversi anni, Mariele Baraziol in arte Mari Lanera si è formata presso i Conservatori di Venezia e Bordeaux e vanta un lungo ed articolato percorso artistico nel corso del quale ha attraversato diversi territori musicali dalla cold wave con LDLF all'elettronica di PSCH PSHIT, passando per il rock di Zero Branco e l'electro cumbia di Las Felindras. Il suo nuovo progetto "Taranta Lanera", nasce dal desiderio di incrociare la passione per la musica tradizionale del Sud Italia con il suo universo musicale, sperimentando l'incontro tra i ritmi ipnotici della pizzica pizzica e della tarantella con le tabla indiane e l'elettronica. Dopo aver debuttato dal vivo nel 2018 in occasione dell'apertura della stagione de La Manufacture CDCN a Bordeaux, "Taranta Lanera" è stato presentato anche sui palchi del Festival MétaMusique della Fondazione Martel a Cognac e del Festival Chahuts a Bordeaux, raccogliendo un grande successo, grazie anche al particolare concept live che lo caratterizza. L'evoluzione naturale di "Taranta Lanera" è stata, dunque, il disco omonimo prodotto dalla Vlad Productions e distribuito in digitale e in vinile, impreziosito dalla evocativa copertina firmata da Elisabetta Antonucci. 
Proprio quest'ultima raffigurante un arcano simbolico ci schiude la porta ad un viaggio spazio-temporale in cui i ritmi delle danze popolari del Sud Italia vengono declinati al presente e poi al futuro negli attraversamenti sonori con l'elettronica e nella contaminazione con la tradizione indiana. Sebbene solo in apparenza gli ingredienti sonori di questo disco potrebbero far pensare a qualcosa di già sentito o poco originale, basta immergersi nell’ascolto per comprendere come, nell'arco di poco meno di quaranta minuti, Mari Lanera riesca a far emergere la propria cifra stilistica, non senza un pizzico di coraggio e sfrontatezza. Lo si percepisce dalla ricercatezza delle soluzioni ritmiche ma anche dal modo in cui sono strutturati gli arrangiamenti, particolarmente valorizzati anche dall’ottima registrazione curata da Manuel Duval in fase di registrazione e dal mastering di Mathieu Berthet. 
Seguendo il ritmo incessante dei tamburi a cornice, Mari Lanera ci invita a compiere un ideale viaggio che da Napoli tocca la Capitanate e la Calabria per giungere in fine in Salento, alla riscoperta sotto una luce del tutto nuova non solo delle connessioni tra la iatromusica del tarantismo e la trance, ma anche di canti d’amore, canti lavoro e di devozione. Aperto da “Taranta Sonna” in cui il ritmo ipnotico delle tabla si intreccia con quello del tamburo a cornice, il disco entra nel vivo con “Biaggino Tarantulato”, un canto d’amore intessuto tra loop e beat elettronici, e il crescendo vorticoso di “Stella Mia” nella quale i suoni siderali dei synth e delle tastiere evocano il violino e l’organetto della pizzica pizzica. Si prosegue con la trascinante “Focu d’Amore” e la bella rilettura de “Lu Passariellu” per giungere alle strutture ritmiche electro-minimal di “Tarantata” a chiudere un disco senza dubbio particolare che difficilmente potrà passare inosservato. 


Salvatore Esposito

Nessun commento