Roscoe Mitchell – Splatter (I Dischi di Angelica, 2020)

Sono pochi i musicisti jazz in grado di spostare sempre più avanti i confini della loro ricerca musicale e creativa e tra questi va certamente annoverato Roscoe Mitchell, sassofonista, flautista e compositore, noto al grande pubblico per essere stato parte dell’Art Ensemble Of Chicago con Lester Bowie. Sin dagli esordi con “Sound” del 1966, la sua cifra stilistica si è caratterizzata per il suo rivoluzionario approccio alla composizione e all’improvvisazione, diventando una delle figure centrali per la storia del jazz per averne anticipato le intersezioni con la musica contemporanea. Il suo nuovo album “Splatter”, raccoglie le registrazioni di due straordinari concerti tenuti a Bologna nel corso della ventisettesima edizione di AngelicA - Festival Internazionale di Musica. Diviso idealmente in due parti il disco si apre con due composizioni eseguite in prima italiana, il 31 maggio 2017 al Teatro Auditorium Manzoni, dall'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Tonino Battista, ed incentrate sulla trascrizione ed orchestrazione di brani di improvvisazione originariamente nati per il trio con Craig Taborn e Kikanju Baku e pubblicate negli album "Conversations I" e "Conversations II" del 2014. Durante l'ascolto emerge la capacità di Mitchell di evocare attaverso la musica il senso di smarrimento che pervade la nostra epoca, ma anche la sofferenza, il dolore e la mancanza di riferimenti che la caratterizzano. Si parte con "Splatter" che nell’esecuzione dell'Orchestra estende le esplorazioni sonore di "Conversation" e si svela in tutta la sua dinamicità e la sua peculiare architettura musicale in cui spicca la centralità dei fiati e delle percussioni. Si prosegue con la fantastica esecuzione orchestale di "Distant Radio Transmission”, impreziosita dalla partecipazione dello stesso Roscoe Mitchell al sax soprano e del cantante Thomas Buckner alla voce. Il sax si inserisce con temi evocativi nella monumentale architettura sonora dell'orchestra, mentre la voce si lancia in ardite evoluzioni dal grande impatto. Il risultato è una narrazione straniante in cui si attraversano atmosfere rarefatte ed ipnotiche, un racconto il cui intreccio non si scioglie mai, lasciandoci con il desiderio di far ripartire dall'inizio il brano. L'ultima traccia del disco "Breath and Pipes, è stata registrata il 30 maggio nella Basilica di Santa Maria dei Servi e vede Roscoe Mitchell protagonista di un improvvisazione in duo con l'organista e compositore Francesco Filidei, già assistente di Jean Guillou alla chiesa di Saint-Eustache di Parigi. Incontratisi il giorno stesso del concerto i due musicisti ci consegnano quarattotto minuti di pura e travolgente improvvisazione, una performance di cui è difficile individuare le coordinate sonore ma in cui si ricorrono Bach e il free jazz con l’organo di Filidei che percorre traiettorie cosmiche nella cui scia si inseriscono i sax contralto, soprano e sopranino di Mitchell. Si chiude, così, un disco unico nel suo genere e il cui ascolto è un esperienza da vivere con grande attenzione e partecipazione emotiva. 


Salvatore Esposito

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