PeM! Parole e Musica in Monferrato, Comuni del Monferrato, dal 01 al 27 settembre 2020

La quindicesima edizione “PeM ! Parole e Musica in Monferrato” si è caratterizzata da subito come particolarmente importante, essendo il primo tentativo di ripresa degli eventi live in provincia di Alessandria dopo la sospensione dei mesi scorsi dovuta alla pandemia. Quindi non solo l’occasione per conoscere da vicino alcuni artisti di rilievo nazionale con la consueta formula dell’intervista / concerto, ma anche un vero e proprio segnale di rinascita per il Monferrato. Anche in questa edizione c’è stato spazio per la letteratura, con l’attore Fabio Troiano che ha letto Gianni Rodari, e per una “camminata letteraria”, una passeggiata sulle colline con il poeta e paesologo Franco Arminio. Si è parlato di musica anche in due appuntamenti dedicati a chi lavora con la musica pur non essendo musicista. Il primo dedicato a Carlo Massarini, giornalista, critico musicale, autore e conduttore di programmi radiotelevisivi, il primo in Italia a portare i videoclip in TV, che nel presentare la riedizione del suo libro “Dear Mister Fantasy” ha ripercorso venticinque anni di musica con la competenza del grande giornalista. 
Il secondo dedicato a Gildo Farinelli e ai suoi cinquant’anni di carriera nel mondo della musica, un omaggio esteso a tutti i professionisti che stanno dietro al mixer, senza i quali non potrebbe esserci alcun concerto Gli incontri più prettamente musicali hanno visto anche quest’anno alternarsi musicisti diversi per genere musicale e appartenenti a tre generazioni diverse, ma ugualmente in grado di sapersi raccontare, entrando sovente negli aspetti più personali e meno conosciuti della loro carriera, appassionando e catturando l’attenzione del pubblico. Quindi spazio a Enrico Ruggeri, classe ‘57, nato col primo punk italiano e divenuto uno dei più importanti cantautori italiani, Tosca, classe ’67, con un percorso artistico tra il teatro e la canzone, iniziato da corista dietro le quinte nei programmi di Renzo Arbore e arrivata letteralmente a girare il mondo, e Motta, classe ’86, che con soli due dischi ha conquistato prima il Tenco e poi il festival di Sanremo. E proprio con Motta si è aperta l’edizione 2020 di PeM!, invitato per presentare il suo libro Vivere la musica, un lavoro che in qualche modo rappresenta la maturità raggiunta di un artista che è passato dal rock alla canzone d’autore, e dal Tenco a Sanremo, senza cambiare di una virgola la sua visione artistica, e che sul palco del
Parco della Torre di San Salvatore Monferrato, incalzato dalle domande del direttore artistico Enrico Deregibus, si è raccontato a cuore aperto. Dal primo incontro con la musica a tre anni, ai dischi di classica ascoltati in casa da bambino, dai maestri, bravi e cattivi, al punk della sua prima band Criminal Jockers, alla passione che infonde nel suo “fare musica”. Passione che ha dimostrato nei brani eseguiti nel corso della serata, accompagnandosi con la chitarra acustica: “Abbiamo vinto un'altra guerra” e “La fine dei vent'anni” in sequenza, poi le intense e profonde “Sei bella davvero” e “E mi parli di te”, per chiudere con “La nostra ultima canzone” e “Dov’è l’Italia”, brani dei quali durante la serata ha spiegato nascita e significato. Per il bis regala una cover, “Nottingham”, tratta dalla colonna sonora del film Disney “Robin Hood”. Enrico Ruggeri, qui definito “il signore della canzone”, si è presentato all’appuntamento pomeridiano sulla collina di Lu-Cuccaro accompagnato dal tastierista Francesco Lupi. Ad accoglierlo, una piazza piena e un pubblico attento e partecipe, ben disposto ad accompagnarlo quando il cantautore milanese ne chiede l’aiuto. Il suo racconto parte dalla prima band ai tempi della scuola, per passare con i Decibel alla scoperta
dei nuovi suoni in arrivo dall’Inghilterra, e arrivare all’incontro con Ivano Fossati. Sarà lui che, scegliendo la sua Il mare d’inverno per il disco di Loredana Bertè, gli apre le porte alla carriera non solo di cantautore, ma anche a quella di autore per altri. Tra commenti pungenti sulla realtà musicale e televisiva di oggi e gustosissimi aneddoti sulla sua lunga carriera musicale, Ruggeri propone alcuni brani del suo repertorio, diventati veri e propri classici della canzone italiana: apre con la doppietta “Nuovo swing” e “Rien ne va plus”, imbraccia la chitarra per “Il Mare d’inverno”, lascia spazio al pubblico per il coro in “Quello che le donne non dicono”, coinvolge con la ritmata “Primavera a Sarajevo” e con “Peter Pan”. Tra i tanti momenti importanti, ricorda anche l’incontro con l’Orchestra Filarmonica di Alessandria, con la quale realizza un tour teatrale, all’epoca in Italia una vera e propria novità oltre che un azzardo dal punto di vista economico, e il seguente disco dal vivo “Vai RRouge! “Racconta di tutte le sue partecipazioni al Festival di Sanremo (e rivendica anche le sue qualità canore, ricordando che la nota più alta, un “si” naturale, in “Si può dare di più”, la prese lui), riprendendo qui “Mistero” in versione piano e voce, e chiude con l’attesa e partecipata
“Contessa”. Anche la serata con Tosca ha regalato grandi emozioni al pubblico di PeM!. Artista unica nel panorama musicale italiano, la cantante e attrice romana è riuscita a toccare il cuore dei presenti con la sua semplicità nel raccontarsi, con la sua bellissima voce, e con il suo modo toccante di interpretare una manciata di canzoni bellissime. Dai suoi esordi come corista nascosta dietro le quinte nei programmi tv di Renzo Arbore, che la spingerà a intraprendere la carriera di cantante, allo spettacolo teatrale sul suo mito Gabriella Ferri, “Romana”, che esordì ad Asti. Dalle partecipazioni al Festival di Sanremo ai dissidi con il mondo della discografia, che la porterà alla rinuncia a un contratto discografico importante, preferendo la coerenza personale e professionale al successo. Qui nasce la vera svolta della sua carriera, quando capisce qual è la sua strada, la ricerca nella tradizione. Prima nel sud Italia, poi nel resto del mondo (portoghese, brasiliana, latino americana, araba). E ne da un esempio splendido nei brani che esegue, accompagnata alla chitarra dal bravissimo Massimo De Lorenzi. La contaminazione tra romanesco e portoghese di “Nina si voi dormite” rappresenta proprio il tentativo di partire dalle proprie radici per andare verso il mondo, così come la sua incantevole versione della tunisina “Ahwak” è più che un omaggio a un’altra cultura, è una vera e propria unione di culture, concetto alla base del progetto “Il suono della voce”. Una voce versatile, capace di passare con estrema semplicità dalla musica popolare al jazz di “Giurament”o, dalla canzone d’autore della sanremese “Ho amato tutto” a una versione delicata di “Fratelli d’Italia” regalata come bis. 


Giorgio Zito

Nessun commento