Anthony Braxton & Jacqueline Kerrod – Duo (Bologna) 2018 (I Dischi di Angelica, 2020)

Sassofonista e compositore tra i più innovativi della scena jazz internazionale, Anthony Braxton rappresenta l’anello di congiunzione tra le radici della black music e le sperimentazioni dell’avanguardia, avendo cristallizzato una cifra stilistica inimitabile nella quale convergono John Coltrane e Karlheinz Stockausen, John Cage come Eric Dolphy. Nell’arco di cinquant’anni di carriera, il sassofonista di Chicago ha messo in fila oltre trecento dischi incisi con formazioni differenti spaziando dal free degli inizi all’avanguardia jazz del periodo in Francia per giungere a metà degli anni Settanta alla sperimentazione con "New York Fall 1974" con Kenny Wheeler alla tromba, Dave Holland al basso e Jerome Cooper alla batteria e la partecipazione di Richard Teitelbaum al moog. Da quel momento, Anthony Braxton ha dato vita ad una lunga serie di lavori sperimentali in cui ha spostato sempre più avanti il confine delle sue ricerche tra l’improvvisazione jazz e la musica classica contemporanea per giungere ai progetti più recenti con il 12+1tet e ZIM Music Octet. Proprio lavorando con queste formazioni si è consolidata la collaborazione con la sudafricana Jaqueline Kerrod, virtuosa arpista di formazione classica e con alle spalle diverse esperienze in ambito classico-contemporaneo come American Modern Ensemble, Talea Ensemble e Alarm Will Sound. Sebbene i rispettivi percorsi musicali si siano intersecati in diverse occasioni non era mai accaduto che condividessero il palco come duo. A farli incontrare per questa inedita collaborazione è stato il Festival AngelicA, da trent’anni un punto di riferimento assoluto per la musica d’avanguardia in Italia e nel mondo. Così dopo aver calcato il palco del festival bolognese nel 2006 in duo con Richard Teitelbaum, Anthony Braxton ha accettato di buon grado questa nuova proposta e non è un caso che il festival abbia pianificato anche di registrare la serata, affinché quel concerto non fosse un incontro estemporaneo ma venisse cristallizzato sui solchi di un album. Il 27 maggio 2018 presso il Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo di Bologna è andato in scena un concerto straordinario, una celebrazione della libera creatività a tutto tondo nel quale il jazz è la base di partenza per una ricerca strutturata attraverso la musica contemporanea. Il disco riesce a restituire pienamente l’atmosfera, le suggestioni ma anche le vibrazioni stesse degli strumenti grazie al pregevole lavoro compiuto per la ripresa del suono e la masterizzazione, quest’ultima curata da Bob Drake presso lo Studio Midi-Pynénées a La Borde Basse, Caudeval in Francia. L’ascolto svela poco meno di un ora di grande musica nella quale Anthony Braxton ai sax alto soprano e sopranino, Jaqueline Kerrod all’arpa ci svelano man mano i movimenti di “Composition 189” declinata nella prima parte “Primary” che ne rappresenta una sorta di ouverture e nelle quattro parti di “Secondary”. Se sorprendente è la prima parte nella quale si spazia dal bop al free, dall’atonalità al lirismo classico di certi spaccati cantabili, ancor più emblematiche sono la seconda parte in cui il dialogo tra sax ed arpa si fa più ardito lambendo i territori del rumorismo per poi riemergere improvvisamente verso territori melodici. Braxton e Kerrod ci regalano, dunque, un lavoro di assoluto spessore artistico, un concerto e poi un disco irripetibile che resterà a lungo tra i nostri ascolti. 


Salvatore Esposito

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