Enrico Pieranunzi – From Always To Now. 1978 Quartet & Trio (AlfaMusic, 2020)

Registrato verso la fine di giugno del 1978 presso gli Emmequattro Studios di Roma e pubblicato nello stesso anno dalla indipendente Edi-Pan Records, “From Always To Now” è considerato uno degli album più importanti della discografia di Enrico Pieranunzi, avendo dato il via ad un cammino artistico straordinario che lo ha condotto ad essere uno dei pianisti jazz più apprezzati della sua generazione non solo in Italia, ma anche al livello internazionale. Quel disco nasceva in un momento di intenso fermento creativo nella scena jazz italiana che, dopo l’assenza di acuti del decennio precedente, vedeva sbocciare tanti nuovi talenti in grado di sperimentare in libertà spinti dalla loro febbrile creatività. Alcuni di quegli eccellenti strumentisti li troviamo in questo disco accanto al pianista romano a partire dal già esperto Bruno Tommaso al contrabbasso, passando per il giovane ma già originalissimo Maurizio Giammarco al sax tenore e soprano, per finire con Roberto Gatto, ventenne batterista di belle speranze, scoperto al Folk Studio, al tempo incubatore del jazz a Roma. A distanza di quarant’anni dalla pubblicazione, “From Always to Now” è stato ristampato dall’etichetta romana AlfaMusic che, attraverso un eccellente lavoro di remastering, ci ha restituito quello che può essere definito come il manifesto artistico di una generazione di musicisti dalla brillante vitalità artistica che, di lì a poco, sarebbero diventati tra i protagonisti della scena jazz europea. A riguardo il pianista nelle note di copertina scrive: “Simili ai granelli di sabbia della clessidra che compariva nella copertina originale di From always to now innumerevoli, indistinguibili, inesorabili “now” si sono succeduti da quando, nel 1978, i nostri suoni furono registrati e fissati in quel vinile”. Durante l’ascolto, si evidenzia l’assoluta padronanza degli stilemi hard-bop da parte di Pieranunzi, nella cui cifra stilistica si rintraccia la stretta connessione con l’opera di McCoy Tyner, territorio questo abbandonato dopo la collaborazione con Chet Baker che lo condusse verso quell’approccio più intimistico che è diventato il suo marchio di fabbrica. 
Ad aprire il disco è la prima versione in assoluto di quel gioiello che è “Night Bird” un blues in minore in cui spiccano sia la superba cura melodica sia le virtuosistiche aperture improvvisative del pianista romano. Questo brano fu ripreso l’anno successivo in “Soft Journey”, altro caposaldo della sua discografia registrato con Chet Baker: “Chet si innamoró di quel mio brano suonandolo e facendolo suonare in tutto il mondo. Cosí, grazie a lui, Night bird, riuscí a violare il dogma del decadimento e dell’oblio cui tutti i “now” devono per legge di natura sottostare e divenne, in poco tempo, un vero e proprio standard”. Il fraseggio elegante del piano di Pieranunzi ci accompagna, poi, attraverso una sontuosa rilettura di “Con Alma” di Dizzy Gillespie a cui segue la trascinante “A Silent Essence” in cui brilla il basso di Bruno Tommaso. Spinta dal travolgente drumming di Roberto Gatto “Le cose come ti ritornano” di Maurizio Giammarco vede il trio allargarsi in quartetto con il sax a guidare la linea melodica nelle cui trame si inserisce il dialogo con il pianoforte. Se la ballad “Song For Edda” e la successiva “Poseidia” ci regalano gli spaccati più raffinati del disco, la seguente “Oleo” di Sonny Rollins rapisce per l’energia del dialogo del duo pianoforte e batteria. Completa il disco una rara e bellissima versione di “Night Bird” in duo con Rosario Giuliani al sax, fin ora disponibile solo nel disco “Musique pour Chet”, allegato al volume “Omaggio a Chet Baker” del pittore Pierre Martin, edito da La Camera Verde. A riguardo Pieranunzi scrive: “Tra i tanti altri “now” in cui Night bird prolungó sé stesso uno molto particolare ed intenso, registrato in duo con Rosario Giuliani al sax contralto, é stato qui aggiunto come bonus track. Un “now” del passato che torna meritatamente al tempo presente o che forse, se si preferisce, ha viaggiato “da sempre a ora”. Insomma “From Always To Now” è al tempo stesso una lezione di grande jazz e un pezzo di storia della scena italiana. 


Salvatore Esposito

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