Frigg – FriXX (Autoprodotto, 2020)


Due decadi di musica sono senz’altro degne di festeggiamento: cosicché i finlandesi Frigg, settetto dal profilo da esportazione, hanno ben ragione nel dare alle stampe “FriXX”, il loro ottavo album in studio, il cui titolo richiama proprio il loro ventesimo anniversario. Si tratta di un lavoro che comprende episodi energici e di grande impatto posti accanto a numeri che traspongono moti d’anima più intimistici. Gli arrangiamenti della band della Ostobothnia centrale, nata in quella capitale del folk che è Kaustinen (si sono incontrati proprio al famoso Folk Festival intorno alla metà degli anni ’90, anche se allora la line-up era un po’ diversa), sono principalmente costruiti intorno al quartetto di archi di Tommi Asplund, Tero Hyvälouma, Alina ed Esko Järvelä, cui si aggiungono i plettri di Petri Prauda (cittern e mandolino) e Anssi Salminen (chitarra) e il sostegno ritmico del contrabbasso (Juho Kivivuori). Formidabili nel suono d’insieme, i Frigg producono quello che con una divertente formula è stato etichettato “nordgrass”, fusione di folk nordico e di bluegrass. In tema di celebrazioni si colloca la loro marcia d’apertura, “Juhlamarassi”, festoso tradizionale di sapore barocco. Non meno gioioso è “Early Bird”, motivo scritto da Esko, in cui emerge la vitalità trascinante del settetto, che qui ospita Lusi Peixoto al cavaquinho e altri due violini, imbracciati da Anni Järveä e Siiri Virkkala. Il kantele di Senni Eskelinen entra nella successiva “Overtyyri”, dove la band propende per addolcire le atmosfere. Tero firma pure la successiva “Häkkisen riili”, un reel esaltato dalle sfumature bluegrass, e “Terhen” (ispirata alla bruma che pervade le albe estive finniche), un'altra composizione riflessiva in cui chitarra e mandolino si danno un bel daffare. Ispirata a una storia che affiora dal passato delle isole Åland, la memorabile “Myrskyluoto” sorprende e rapisce per le sua insolito andamento ritmico: un brano di livello assoluto. Si balla con “Kekripolska”, che rimanda a una festa del raccolto celebrata in autunno, mentre un’altra danza tradizionale, “Varpunen”, ci trascina subito con la sua ritmica rock dura su cui i fiddle prima girano a pieno regime, poi sembrano prendersi un momento di riflessione, infine si impennano di nuovo nel finale esplosivo. Il frizzante virtuosismo e i cambi di scena con l’inserimento di schegge sincopate rendono irresistibile la schottische “Jouko -Taiga”. Si prosegue con “Saatto” (Processione), un’aria austera, eseguita con accorato trasporto, che intende evocare l’incedere di un corteo funebre, mentre “Maanitus” è una moderna e dinamica versione di una quadriglia della Karelia, aperta dalle note da un iconico kantele, su cui l’ensemble entra con agilità ed estro. Tocca a “VEP”, un delizioso valzerino suonato coi fiocchi e dedicato a Vuokko, la figlia di Petri, chiudere questo lavoro da applausi della collaudata band finnica, combo da vedere assolutamente live. www.frigg.fi 


Ciro De Rosa

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