Artisti Vari – Léve Léve São Tomé & Principe Sounds 70s - 80s (Bongo Joe, 2020)

Benvenuti all’equatore, in due isole al largo del Golfo di Guinea, a oltre duecento chilometri dalla costa dell’Africa occidentale. Qui è approdato dalla Francia DJ Tom B (Thomas Bignon) sulle tracce dei gruppi musicali davvero imperdibili che negli anni ’70 e ’80 hanno lasciato il segno con musica da ballo dispensatrice di energia e buonumore. In questo album ne ha raccolti sette. Due delle sedici tracce sono opera degli Úntués, uno dei primi gruppi a far conoscere oltre i confini nazionali ritmi come il socopé, puita e dança-congo con 45 giri apprezzati in primo luogo in Angola. La loro musica tesse una trama che rimanda ad altre latitudini africane col soukous, così come ad una strumentazione che sa prendere in prestito dai cugini brasiliani e cubani (“Piquina Piquina”). Negli anni ’70 si trovavano a rivaleggiare con Conjunto Mindelo, altrettanto attenti ad aprire l’arte di São Tomé ai ritmi angolani come il rebita: il risultato è la puxa, un ritmo veloce (che chi ha familiarità con il Brasile associa all’Afoxé) sospinto da due o tre linee intrecciate di chitarre elettriche che ha accompagnato il processo di lotta contro l’occupazione coloniale culminato con indipendenza dal Portogallo nel 1975. A dar voice a quel processo di riconnessione con il continente africano sono in primo luogo gli Africa Negra, appassionati di ritmi e melodie da Gabon, Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo) e Camerun, con una predilezione ad adattare alla propria musica i riff di chitarra che dall’Africa centrale cominciavano a influenzare le regioni circostanti. Ma gli anni ’70 e ’80 sono stati anche il periodo d’oro di Pedro Lima con Os Leonenses, del Conjunto Sangazuza, di Sum Alvarinho, del Conjunto Ecuador, dell’Agrupamento Da Ilha, gruppi che sapevano illuminare soprattutto le domeniche, con concerti che cominciavano ad ora di pranzo e proseguivano fino a notte fonda. Per questa ricerca discografica Thomas Bignon ha ricevuto il sostegno della ginevrina Bongo Joe che ha sostenuto il suo viaggio a São Tomé e Principe in cui rintracciare i musicisti e verificare come versare un compenso adeguato per registrazioni realizzate vari decenni prima, un periodo in cui, di fatto, l’unico studio di registrazione era ospitato nella sede della radio nazionale. All’epoca, i musicisti ricevevano un magro compenso forfettario. Cyril Yeterian della Bongo Joe non è nuovo a questo tipo di iniziative (ha lavorato in modo simile per promuovere la musica Sega dalla Réunion): «Per noi è importante entrare in contatto con i musicisti, rendere loro omaggio anche a livello finanziario per questa musica formidabile cui hanno dato vita decenni fa. La maggior parte delle registrazioni si erano come volatilizzate. Non si trovavano in rete, non erano state digitalizzate, sonnecchiavano nelle collezioni private. Nel ri-editare queste musiche, abbiamo reso di nuovo accessibile una parte del passato culturale a tutta una comunità. Si tratta di una responsabilità e di un impatto incredibile per una piccola etichetta discografica dall’altra parte del mondo, in Svizzera». Che questo lavoro sia fatto con amore e profondo rispetto è testimoniato anche dallo sforzo compiuto nel libretto di trentadue pagine che accompagna il cd per documentare sia ciascun gruppo, sia il contesto storico e territoriale che ha visto la nascita e la diffusione di queste musiche, così come la loro capacità di interagire con altre regioni africane, in particolare il soukous congolese che ha fatto la fortuna di vari gruppi, da Agrupamento da Ilha, per esempio con “Bô Gosa So Txi”, ad Africa Negra, che celebrano il processo di decolonizzazione dello “Zimbabwe”. 


Alessio Surian

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