Antonio Fresa – Piano verticale (The Writing Room, 2019)

Pianista e compositore napoletano, Antonio Fresa vanta un percorso artistico articolato, speso muovendosi attraverso ambiti musicali differenti dal jazz al pop passando per la musica contemporanea, ma è noto al grande pubblico per aver firmato le colonne sonore di pellicole come “Goodbye Marylin” e “Terra Bruciata” e degli apprezzati film di animazione di Alessandro Rak “L’Arte della Felicità” (European Film Awards 2014) e “Gatta Cenerentola” (premio per la miglior colonna sonora al Festival di Lisbona). Il suo nuovo album “Piano Verticale” è il primo capitolo di una trilogia dedicata al pianoforte e all’esplorazione di nuove possibilità espressive di questo strumento, partendo dal dialogo con altre voci melodiche e ritmiche. Fondamentale in questo senso è il contributo dei suoi compagni d’avventura che lo affiancano con grande senso della misura: Luca Aquino (tromba), Ninon Valder (sax alto, flauto, bandoneon), Raffaele Casarano (sax soprano), Peppe Plaitano (clarinetto), Marco Pacassoni (vibrafono), Armand Priftuli (viola), Stefano Jorio (violoncello) e Pino Navelli (viola). Si tratta di un lavoro di grande spessore compositivo nel quale brilla tutta la potenza evocativa ed immaginifica della scrittura di Fresa in grado di dare vita, sostanza e forma a suggestive immagini sonore, attraverso rimandi cameristici ed aperture orchestrali. Composto da otto brani autografi di cui due firmati con Luigi Scialdone, il disco si apre con il minimalismo di “Inner Life” in cui spicca il dialogo tra il pianoforte e il vibrafono di Pacassoni ed entra nel vivo con il magnifico solo “Tra sette anni” in cui il compositore napoletano dipinge un acquerello sonoro dalla melodia densa di dinamismo e tutta giocata sulle tonalità alte. Se “Cinque” con le sue atmosfere cameristiche si dipana tra uno spaccato in solo e il dialogo con il flauto contralto di Valder, la successiva “Mio padre” è il brano forse più personale del dico con il pianoforte che si interseca con le note del sax soprano di Raffaele Casarno. Si prosegue con “El Campo” dal film omonimo di Hernan Belon che colpisce per la suggestiva trama compositiva e con quel gioiello jazzy che è “Ispirazione” dove fa capolino la tromba di Luca Aquino, altro musicista di punta della scena jazz napoletana. Completano il disco lo struggente tema di “Hanani” e il lirismo profondo di “Perdita” che arriva dalla soundtrack de “L’Antico Presente” di Lucio Fiorentini, ma un ulteriore sorpresa è nel package del disco con gli haiku dello scrittore Lorenzo Marone che con i suoi versi da una ulteriore profondità agli otto brani. Un disco delizioso da ascoltare in cuffia per cogliere ogni sfumatura del pianoforte verticale di Antonio Fresa. 


Salvatore Esposito

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