La Mesquia – L’Arbol (FolkEst Dischi, 2019)

Nato nelle valli occitane del cuneese nel 2011, La Mesquia è un sestetto composto da Remo Degiovanni (ghironde, armoniche a bocca, cori, voce narrante in lingua occitana), Luca Pellegrino (voce, fisarmonica, flauti diritti, cornamuse, ukulele, dulcimer, conchiglia), Alessia Musso (arpa celtica, cori), Manuel Ghibaudo (organetto, flauto traverso, cori), Giorgio Marchisio (contrabbasso) e Silvio Ceirano (percussioni). Dopo aver debuttato con “En Iaire ailamont” che affondava le sue radici nella tradizione musicale occitana, il gruppo ha intrapreso una intensa attività dal vivo che li ha condotti ad esibirsi nei principali festival italiani e che ha rappresentato la base di partenza per il loro secondo album “Podre” del 2016. A distanza di tre anni da quest’ultimo li ritroviamo con “L’Arbol”, album nel quale hanno raccolto quattordici brani originali, composti da Remo Degiovanni, arrangiati da Luca Pellegrino ed incisi con la partecipazione di Chiara Cesano (violino e viola), Osvaldo Macario (clarinetto), Luca Occelli (voce narrante), Mario Collino "Prezzemolo" (zucca) e Elena Ledda (voce). Come lascia intendere il titolo, il disco è dedicato ad un castagno centenario che cresce nel castagneto secolare di Moiola e che, oltre a produrre frutti per l’uomo, lo ha protetto durante i rastrellamenti dei tedeschi durante la Resistenza. A riguardo Degiovanni racconta: “L’albero si trova all’interno della mia azienda agricola in Valle Stura che si occupa di produrre castagne da vecchi castagneti, recuperati da incurie e da sconsiderazioni, ridandogli luce, attraverso potature, concimazione organica e curando anche il sottobosco. Produciamo una pregiata varietà locale chiamata garrone rosso che è una delle migliori. Cerchiamo di lavorare come si faceva nei tempi passati, producendo frutti di un sapore che oggi il mercato non ha più. Produciamo castagne fresche, essiccate, farina e prodotti derivati ed in particolare dolci”. Il medesimo approccio, La Mesquia lo applica alla musica riportando alla luce antiche melodie dimenticate che, un tempo, risuonavano nella loro valle, all’ombra del grande castagno. Le vicende che ruotano intorno a questo antico albero rappresentano, così, il tronco da cui, quasi fossero rami, si dipanano le diverse storie che popolano le varie tracce con ritratti di uomini e donne, racconti legati alle valli occitane ed alla dura vita di montagna, ma anche spaccati di vita quotidiana e riflessioni sulla vita e sul mondo che ci circonda. Aperto dall’anthem “Lenga Òc” che per epicità e fascino potrebbe affiancare “Se chanto”, il disco ci regala subito una sequenza di brani trascinanti con il divertente ritratto di un travet di “Costanç” e il canto pacifista “Revolucion”. L’evocativa boureè strumentale “Pastre”, in cui dialogano ghironda e conramusa, ci introduce alla brillante “L’ase teston”, guidata dalla ghironda di Remo Degiovanni, in cui viene raccontato un diverte episodio accaduto durante il palio degli asini organizzato nel comune di Miola nel 1961. Il medley che incrocia “Liguttas” e “Papuas” porta all’ombra del castagno secolare con i suoi lontani echi di musica trobadorica, ma è solo un momento perché “Pendolare” ci offre il ritratto di un uomo che ogni giorno lascia il suo paese per lavorare. Se il canto d’amore “Profum d’Isop” si caratterizza per il lirismo che pervade la linea melodica, la successiva “Jan de la Toma” è un ballabile trascinante in cui si racconta la storia di un uomo non più giovanissimo che per necessità deve dividersi tra due lavori contemporaneamente. Lo strumentale “Lo Grilh” ci guida verso il finale con la sognante "Vender Solelh per chatar luna" in cui brilla l’arpa celtica di Alessia Musso, la divertente “Verdura” e quel gioiello che è la dolcissima “Nai nai”, ninna nanna in cui fa capolino la superba voce di Elena Ledda incorniciata dalla fisarmonica di Luca Pellegrino. La splendida "Istòria de l'Arbol Secular" con la voce narrante di Luca Occelli chiude un lavoro di rara intensità e pregio che non mancherà di appassionare quanti vi dedicheranno un attento ascolto. www.lamesquia.it 


Salvatore Esposito

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