Marcello Giannini – Delirium Tremens (NoWords, 2019)

A due anni di distanza da “Digital Desert”, il chitarrista napoletano e fondatore degli Slivovitz torna con un nuovo progetto che fonde improvvisazione jazz, rock, elettronica e musica per archi. Il mix è audace e molto eclettico come i temi che hanno ispirato le dieci composizioni del disco, un’intensa meditazione sul tempo che passa, sull’accettazione della morte e sul mal d’anima che opprime l’uomo contemporaneo. La narrazione è affidata esclusivamente al suono, che senza l’ausilio della parola, ha forse un potere comunicativo ancora maggiore,“con più sfumature”, come racconta personalmente lo stesso Giannini. “Delirium Tremens” quindi, è si musica senza parole ma musica che ha diverse cose da dire, e inoltre, lo fa davvero molto bene. In un giusto equilibrio tra improvvisazione e composizione, nell’album possiamo ascoltare pezzi dominati da chitarra elettrica e percussioni (“Movimenti”), esperimenti elettronici (“Marea”, “Running”, “Xanax”), eccellenti prove per chitarra elettrica e quartetto d’archi (“Hubrys”, “Stagioni”) e persino vigorosi brani per chitarra e fiati tra Post Rock e Rock In Opposition (“Jakko”, “Delirium Tremens”). Chiude il disco “Ossimoro”, un breve finale Ambient dalle atmosfere oscure impreziosito da un vasto assortimento di percussioni e piatti. “Delirium Tremens” è insomma un ottimo lavoro, estremamente creativo e affascinante che in soli trentacinque minuti di durata, riesce a toccare una varietà davvero notevole di stili e umori, complice anche la collaborazione di ben quindici musicisti, tra i quali segnaliamo: Dario Deidda (basso), Stefano Costanzo (batteria) e i compagni di gruppo Pietro Santangelo (sassofono tenore) e Salvatore Rainone (batteria). A sottolineare ulteriormente quel concetto di musica senza parole che ha caratterizzato l’intero progetto, “Delirium Tremens” è uscito solo in streaming e download per l’etichetta “No Words” ed è disponibile su tutte le piattaforme on line (Spotify, YouTubeMusic, Bandcamp, iTunes, Amazon). Cosa aspettate, ora conoscete qualche curiosità in più, non vi resta che avviare il download, (se possibile) indossare le vostre cuffie, premere play e lasciarvi trasportare dalla musica… Ritornerete appagati. 


Marco Calloni

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