Franco Olivero – MusicaParte (Ultrasound Records/I.R.D./Believe Digital, 2019)

A distanza di tre anni da "Zona Franca", l'eclettico polistrumentista e compositore Franco Olivero (voce, flauto, duduk, bansuri, sax soprano, sax tenore e synth) torna con "MusicaParte", nuovo album in cui ha raccolto dodici brani di cui dieci originali e due riletture incisi con la collaborazione di Gianluca Allocco (violino e viola), Marco Allocco (violoncello), Alberto Bellavia (pianoforte), Francesco Bertone (contrabbasso), Paolo Franciscone (batteria e percussioni) e la partecipazione di Elia Olivero (basso). Rispetto al precedente dove convergevano frammenti, appunti ed idee provenienti da esperienze precedenti in ambito teatrale, coreutico ed artistico, questo nuovo lavoro è un progetto di "composizione pura" frutto di un intenso lavoro di studio e ricerca nel quale ha giocato un ruolo importante la curiosità che da sempre anima il musicista piemontese. In questo senso particolarmente significativo ci sembra già il titolo che nelle sue molteplici letture racchiude perfettamente la visione musicale di Olivero, laddove la musica è vista come codificazione ma anche come base di partenza per addentrarsi attraverso nuove rotte fino a giungere alla scoperta di territori sonori inesplorati. Dal punto di vista prettamente musicale il disco si caratterizza per un approccio raffinato ed elegante al linguaggio jazz declinato attraverso continue aperture verso la musica colta, la fusion e la world music ad ampliare la gamma espressiva di ogni composizione. A riguardo Olivero afferma: "Queste inflessioni stilistiche (jazz, world, musica colta) sono frutto di un percorso: di ascolto, di ricerca, di adesione e certamente di studio. Questo è l’aspetto che forma o che, in modo più autoreferenziato, mi ha formato: poi però, dopo questa tappa, si tratta di rendere compatto quello che secondo me deve essere l’obbiettivo di ogni artista, non solo musicista: la ricerca di una propria identità e peculiarità espressiva. Immagazzinato un bagaglio dovrebbe succedersi una nuova tappa verso una meta più ambiziosa. Inizia dunque una nuova fase del percorso che definirei di crescita: un viaggio dentro se stessi, all’interno delle proprie istanze interiori, una redistribuzione coerente e, appunto, compatta di questo bagaglio. Ci vuole coraggio e spregiudicatezza ad abbattere senza pudore quelle barriere che spesso lo stesso mercato impone. Indebolirsi significa questo: aderire a dei modelli senza chiedere nulla a se stessi, ricalcare schemi, imitare". Durante l'ascolto a colpire sin da subito è il perfetto interplay che caratterizza ogni brano nel quale ogni strumentista si ritaglia il proprio spazio e nel contempo si immerge con dedizione a sostegno del leader. Aperto dalla breve quanto fascinosa "Namoro", un mantra dalla bellezza adamantina, il disco ci regala subito il suo vertice con il crescendo immaginifico di “DannataMente” in cui si apprezzano le architetture ritmiche di Paolo Franciscone a sostenere il superbo lavoro ai fiati di Olivero. Si prosegue tra emozioni continue con la rilettura del traditional inglese "Greensleves", le imprevedibili rotte tracciate in “Vurai Enan Pudai” e la poetica "In Loving Memory" per giungere alla superba "L'ultimo giro" in cui viene esaltata tutta la capacità espressiva e timbrica del sax tenore. Verso il finale a brillare sono l'omaggio a Jacques Brel con la versione strumentale densa di lirismo de "L’amour est mort" e la title-track in cui spicca la partecipazione al basso del giovane Elia Olivero. Insomma, "MusicaParte" rappresenta una delle opere più intense e compiute del musicista piemontese e siamo certi che rappresenterà per il futuro una tappa importante per il suo percorso artistico. 


Salvatore Esposito

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