Alessandro Haber, Haber e le sue canzoni, Sala Petrassi, Auditorium Parco della Musica, Roma, 6 dicembre 2019

“Ho sempre desiderato cantare, ho capito che era un mezzo che mi apparteneva, l'ho sempre pensato ma non mi ci sono mai buttato fin quando non è arrivata l’occasione. Per non dar fastidio a nessuno, dico che sono un interprete, io canto e lo faccio a modo mio. Io non canto solo una canzone, ma la interpreto, la recito. Se Tom Waits può fare l’attore perché un attore come me non può fare il cantante? Nel nostro bagaglio deve esserci anche la musica. Negli Stati Uniti o in Francia nessuno vedrebbe tutto questo come qualcosa di strano, qui da noi invece c’è la tendenza a settorializzare tutto e, quindi… beh… vado affanculo”. Così Alessandro Haber, in un’intervista concessami nel 2004 per ilpopolodelblues.com, spiegava come l’aver realizzato il sogno di cantare abbia rappresentato la scoperta di ulteriore declinazione espressiva della sua personalità artistica. Complice la partecipazione, come ospite, ad un concerto di Mimmo Locasciulli in cui il pubblico scoprì le sue doti di interprete, a partire dalla prima metà degli anni Novanta, Haber ha intrapreso un personale percorso musicale, aperto dalla pubblicazione di quel gioiello che è “Haberrante” del 1995, in cui spiccava “La Valigia dell’attore”, scritta per lui da Francesco De Gregori. 
Negli anni successivi sono seguiti altri quattro album, tra cui “Qualcosa da dichiarare”, prodotto dal suo mentore musicale Mimmo Locasciulli, numerosi concerti, ma soprattutto spettacoli di grande successo come “Bukowski confessione di un genio” nel quale rileggeva tra musica e poesia l’opera dello scrittore americano, o ancora il format teatrale "A ruota libera", portato in scena Giovanni Veronesi, Rocco Papaleo e Sergio Rubini e che quest'anno è approdato in televisione con "Maledetti Amici Miei". A compendiare questa avventura in musica è il concerto “Haber e le sue canzoni” che l’attore ha portato in tour quest’anno e che lo scorso 6 dicembre è approdato sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Accompagnato un large ensemble, diretto dal chitarrista e produttore Sasà Flauto ed impreziosito dalla partecipazione di un quartetto d’archi guidato dal violoncello di Giovanna Famulari, Alessandro Haber ha dato vita ad un viaggio attraverso le sue esperienze musicali, un racconto appassionato ed appassionante del suo amore per la musica e per la canzone d'autore, una passione intensa, vibrante quasi incontenibile che si è tradotta in una performance coinvolgente e di grande spessore. 
Ad aprire la serata sono stati i versi di Bukowski seguiti una bella rilettura di "Margherita" dal songbook di Riccardo Cocciante. Si passa, così, in rassegna gran parte del suo repertorio dai brani firmati da Giuseppe Fulcheri come la splendida "Solo una settimana" da "Il Sogno di Un Uomo" a Ivano Fossati di "Di nuovo cambio casa" e "Dedicato", passando per Lucio Battisti con "Penso a te" e Piero Ciampi di "Tu no" per giungere all'immancabile "La valigia dell'attore" di Francesco De Gregori. Ad intercalare i brani è un susseguirsi di storie, aneddoti e racconti legati alla musica, mentre a sorpresa sono arrivate anche le incursioni sul palco di Rocco Papaleo con "E' l'amore che se ne va" e Mimmo Locasciulli che al pianoforte regala una intensissima "Un po' di tempo ancora" da "Piano Piano". Non sono mancate anche "A chi" dal repertorio di Fausto Leali, la personale versione di "Insieme a te non ci sto più" di Paolo Conte e Vito Pallavicini, originariamente portata al successo da Caterina Caselli, una superba "Albergo a ore" di Herbert Pagani, prima di giungere al finale con l'omaggio a Luigi Tenco con le belle versioni di "Mi sono innamorato di te", "Lontano lontano" e "Vedrai vedrai". Il bis finale con "Sapore di sale" di Gino Paoli ha chiuso una splendida serata in cui al centro della scena è stata posta la canzone d'autore nella sua declinazione più pura ed appassionata, qualcosa ormai sempre più raro da riscontrare nella scena musicale italiana. 


Salvatore Esposito

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