Teho Teardo – Grief Is The Thing With Feathers (Specula Records, 2019)

A più di trent’anni dalla pubblicazione del primo album “The Birth Of The Day”, uscito solo in cassetta nel lontano 1985, il lungo e articolato percorso artistico del compositore friulano Mauro (Teho) Teardo, continua tra audaci sperimentazioni e personali ricerche. Chi conosce abbastanza bene i suoi lavori, dalle prime esperienze con i Meathead, alle collaborazioni cinematografiche con Salvatores o Sorrentino, sino agli ottimi dischi insieme a Blixa Bargeld, saprà benissimo quanto sia difficile (e persino inutile) cercare sbrigative definizioni, o rinchiuderlo in possibili categorie. La creatività è misteriosa, segue vie tortuose e inaspettate, sorprendendoci. Spesso basta solo seguirla e lasciarsi guidare senza timore dalla curiosità o da una piccola intuizione e all’improvviso, tutto acquista un senso. “Grief Is The Thing With Feathers”, l’ultimo progetto di Teardo, è nato proprio così, ispirato dal celebre romanzo omonimo di Max Porter. “Grief” racconta la storia di uno studioso del poeta Ted Hughes, rimasto solo a Londra con i due figli, dopo la morte della moglie. Da quel terribile momento, il tempo sembra essersi fermato per sempre, ma l’improvviso arrivo di un bizzarro personaggio con l’aspetto di un corvo, un po’ consigliere, amico e guida spirituale, li aiuterà a ricominciare di nuovo a vivere. La storia di Porter incuriosì molto Teho, che appena ultimata la lettura, iniziò subito a comporre delle musiche ispirate al testo. Per puro “caso”, proprio nello stesso periodo, il regista e scrittore irlandese Enda Walsh confidò al musicista il suo desiderio di realizzare un adattamento teatrale del libro, così, “Grief Is The Thing With Feathers”, diventò anche un’opera teatrale caratterizzata dall’intensa interpretazione dell’attore Cillian Murphy. La versione discografica del progetto, che abbiamo ascoltato per voi lettori di Blogfoolk, riesce a condurci nel testo con particolare efficacia. Gli archi dialogano costantemente con elettronica, chitarra slide, voce e percussioni, creando un “impasto sonoro” molto originale e ricco di sfumature. Lo splendido timbro dei violoncelli di Laura Bisceglia e Giovanna Famulari, è sicuramente uno dei principali protagonisti dell’intero lavoro e caratterizza diverse composizioni (“A Bit About Ghosts”, “This Is The Story Of How Your Wife Died”, “London Offered Us Possible Mothers”, “Unfinished. Beautiful. Everything”). Le sonorità sono dense e profonde, grazie anche alla curiosa strutturazione dell’organico che comprende inoltre basso, tabla elettronica e legni. Nella sua musica Teardo non cerca il virtuosismo o l’effetto, ma da attento ascoltatore, ha la capacità di riuscir a evocare immagini precise ed emozioni con il suono, che qui si trasforma anche in colore e materia plasmabile. 


Marco Calloni

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