Eric Andersen, Radio Zar Zak, Casapulla (Ce), 31 ottobre 2019

Definito da Bob Dylan “uno straordinario autore di ballate”, Eric Andersen è considerato uno dei più importanti ed influenti cantautori emersi nella a scena del Greenwich Village di New York, dove approdò nei primi anni Sessanta, dopo aver mosso i primi passi nei club di San Francisco. Dopo aver debuttato nel 1965 con “Today is the Highway” che si inseriva nel solco tracciato da Woody Guthrie e Pete Seeger, si segnalò al grande pubblico per il suo songwriting raffinato e denso di poesia, mettendo in fila dischi pregevoli come “'Bout Changes And Things” del 1966 e “'Bout Changes 'n' Things Take 2” del 1967, dove spiccava quella gemma che è “Thirsty Boots”, e “Blue River” del 1972. Sebbene non abbia mai goduto del successo commerciale che avrebbe effettivamente meritato, il cantautore americano ha proseguito il suo cammino di troubadour urbano senza curarsene troppo, animato dalla sua curiosità culturale e dalla costante tensione verso la ricerca espressiva. Così, negli anni successivi, ci ha regalato lavori di spessore come “Ghosts Upon the Road” del 1989, “Memory Of The Future” del 1999, "You Can't Relive the Past” del 2000 e il doppio “Beat Avenue” del 2002, passando per la la fortunata collaborazione con Rick Danko, cristallizzata da tre album imperdibili in trio con Jonas Fjeld. 
Negli anni più recenti, la sua passione per la poesia lo ha condotto ad esplorarne le intersezioni con la musica in progetti come “Shadow And Light Of Albert Camus” e “Mingle With The Universe: The Worlds Of Lord Byron”. incisi con la collaborazione del violinista e produttore italiano Michele Gazich. Parallelamente alla produzione discografica, costante è stata anche la sua attività dal vivo con tour che lo hanno portato, soprattutto negli ultimi anni, a tornare spesso anche in Italia. Non ha fatto eccezione quest’anno con una lunga serie di concerti - organizzata dal promoter Andrea Parodi - che ha attraversato da nord a sud tutta la nostra penisola, toccando - caso forse più unico che raro - anche la provincia di Caserta. Lo scorso 31 ottobre, infatti, Eric Andersen si è esibito sul palco di Radio Zar Zak, bel negozio di strumenti musicali di Casapulla (Ce) con annessa sala concerti. Ad accompagnarlo un trio di eccellenti strumentisti composto da Paolo Ercoli al dobro, la percussionista canadese Cheryl Prashker e la straordinaria Scarlet Rivera al violino, ben nota per aver collaborato con Bob Dylan in “Desire” e in quell’avventura fantastica che fu la Rolling Thunder Revue. Accolto un folto pubblico che aveva occupato ogni ordine di posti in sala, Eric Andersen ha dato vita ad un concerto di rara bellezza ed intensità ripercorrendo le migliori pagine del suo repertorio tra brani storici e composizioni più recenti. 
Un viaggio nel tempo, dunque, ma anche l’occasione per ascoltare dalla sua viva voce gran parte di quei brani celebrati recentemente con l’ottimo doppio antologico “The Essential” prodotto dalla Columbia Records. L’apertura è affidata a “Dusty Box Car Wall” con la voce evocativa di Eric Andersen fattasi ancora più profonda negli ultimi anni, magistralmente incorniciata dal dialogo tra il violino di Scarlet Rivera e il dobro di Paolo Ercoli. Si prosegue con la bella sequenza composta da “Salt on Your Skin”, “Don't It Make You Wanna Sing the Blues” e “Rain Falls Down In Amsterdam”, scritta venticinque anni fa ma attualissima in un epoca in cui sono tornati a soffiare venti di estrema destra. Ogni brano è presentato dal cantautore americano con l’aggiunta di qualche aneddoto e non mancano spaccati in cui si sofferma a dialogare e a coinvolgere il pubblico. La sala concerti di Radio Zar Zak ascolta attentamente ogni brano e colpisce come coloro che sono entrati in contatto per la prima volta con quei brani vengano letteralmente rapiti dalla poesia dei testi e dal fascino della musica. Il violino di Scarlet Rivera è un valore aggiunto che impreziosisce di echi gispsy classici come quel gioiello che è “Violets of Dawn” e "Thirsty Boots”. Tra gli highlights della serata segnaliamo certamente “You Can't Relive the past”, scritta a quattro mani con Lou Reed e proposta in una versione dalla tessitura ritmica serrata, “Close the Door Lightly When You Go”, ma soprattutto il lirismo delle superbe “Wind and Sand” e “Blue River” eseguite al pianoforte a coda. Il bis finale con “Mingle With The Universe”, tratta disco dedicato all’opera di Lord Byron chiude una serata speciale che resterà a lungo nella nostra memoria. 


Salvatore Esposito
Foto di Salvatore Esposito

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