Bruno – Spawning (Almendra Music, 2019)

Questa settimana dedichiamo la nuova puntata di contemporanea all’esordio solista di Bruno Pitruzzella, pubblicato l'8 ottobre da Almendra Music. “Spawning”, letteralmente “germinare”, è un progetto che tra composizioni originali e personali riletture, inaugura un nuovo percorso, archiviate le esperienze di gruppo con Forsqueak, Utveggi e Aps. Dopo i lavori del duo Blanco Sinacori, la factory palermitana ritorna alla chitarra con un album che omaggia il mare e l’affascinante natura subacquea. Qui, improvvisazione e jazz, si fondono con interessanti sfumature folk e con una scrittura di carattere più classico. Il risultato complessivo è molto interessante e anche se “Spawning” è effettivamente il primo disco per sola chitarra firmato da Almendra, l’utilizzo combinato di classica, acustica, elettrica e 12 corde, conferisce all’intero progetto una piacevole varietà d’insieme. Gli undici brevi brani sono rigorosamente strumentali e per caratteristiche si distanziano tanto dal rock di Utveggi, quanto dall’attitudine più jazz di Forsqueak, in favore di sonorità più riflessive. C’è comunque spazio per il jazz con un’intensa versione di “Footprints”, classico standard firmato da Wayne Shorter, poi ci sono anche “Saltarello”, un antico brano attribuito a Vincenzo Galilei e l’inedito “Pando”, composto da Giancarlo Romeo. Il banchetto è sicuramente molto ricco di portate (e prelibato). Con questo ottimo esordio, il musicista, compositore e istruttore subacqueo (di professione), sembra volersi presentare agli ascoltatori nel modo più puro e intimo possibile, accompagnato esclusivamente dalla musica che più ama e dal suono delle sue chitarre, che riesce a condurci proprio li, appena sotto il profilo dell’acqua blu, nei luoghi misteriosi e suggestivi che hanno ispirato queste composizioni. 


Marco Calloni

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