Laurie Anderson, Tenzin Choegyal, Jesse Paris Smith – Songs From The Bardo (Smithsonian Folkways, 2019)

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A un anno di distanza da “Landfall”, Laurie Anderson torna con “Songs From The Bardo”, un nuovo progetto realizzato in collaborazione con il musicista tibetano Tenzin Choegyal e con la pianista Jesse Paris Smith, (figlia della celebre Patti). Anche in questa occasione la formula scelta è affine a quella del precedente lavoro: parti commentate sono accompagnate da sezioni musicali. A differenza di “Landfall”, una toccante testimonianza personale dei devastanti esiti dell’uragano Sandy, “Songs From The Bardo” cambia tema, trasformando in musica alcuni estratti dal celebre “Bardo Thodol”, tradotti in inglese da Choegyal e letti in prima persona dalla Anderson. “Il Libro tibetano dei morti” (così è conosciuto in Occidente), descrive le esperienze che l’anima ancora cosciente vive dopo la morte, in quell’intervallo della durata di sette settimane che precede la rinascita e che i tibetani chiamano appunto Bardo. La transizione verso la nuova vita è considerata un vero e proprio viaggio spesso impegnativo ma grazie alle letture del “Bardo Thodol”, i buddisti tibetani accompagnano i loro cari defunti nel cammino. In “Songs From The Bardo”, la suggestiva combinazione di suono e voce riesce a scavare negli anfratti più profondi e inesplorati della nostra coscienza conducendoci proprio li, in quel misterioso limbo tra morte e vita, buio e luce.
L’album inizia con i tre rintocchi di campana tibetana di “Homage To The Gurus” e continua per circa ottanta minuti (pari a quattordici tracce), tra letture selezionate e intermezzi musicali per violino, violoncello, pianoforte, percussioni tradizionali e voce. Ci sono brani melodici a metà strada tra world music, ambient e minimalismo come “Heart Sutra Song - Gone Beyond”, “Jigten” o “Lotus Born, No Need To Fear” e anche esperimenti più astratti che fungono semplicemente da supporto sonoro alle letture di Laurie. L’esperienza d’ascolto è intensa e richiede dedizione, non a caso una delle composizioni si intitola proprio “Listen Without Distraction”, frase che viene anche ripetuta più volte nel corso del disco e che sembra quasi guidarci alla scoperta delle tracce. “Songs From The Bardo” è insomma un’affascinante combinazione di parole e musica, in cui il testo diviene protagonista e il suono contribuisce a rafforzarne il significato. Con questo lavoro Anderson, Choegyal e Smith hanno offerto una personale chiave di lettura dell’opera che siamo certi affascinerà anche una nuova generazione di giovani ascoltatori, e questa non ci pare affatto cosa da poco. Il disco, pubblicato ufficialmente il 27 settembre 2019 dalla storica Smithsonian Folkways, è disponibile in formato digitale, CD, doppio vinile, oppure è possibile anche ascoltarlo direttamente in streaming sulla pagina Bandcamp del trio. Ribadiamo un’altra volta il concetto: da ascoltare senza distrazioni! 


Marco Calloni.

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