Grup Doğuş – Grup Doğuş (Ironhand Records, 2019)

La storia di questo misterioso album iniziò per puro caso nel 1974, quando il tastierista turco Tufan Aydoğan, meglio conosciuto come “Hammond Tufan, the conqueror of all the organs” e suo fratello Muhittin, formarono una band, i Grup Doğuş. Emigrati in Germania per motivi di lavoro, i due musicisti si unirono al chitarrista Sedat Ürküt e al batterista Koray Dikmen girando in lungo e in largo la nazione tra discoteche e night-club. Un giorno, nel 1975, i quattro ricevettero l’interessante proposta di registrare in presa diretta alcuni brani per una pubblicazione in cassetta a basso costo. Oggi, ben 44 anni dopo, questi nastri che credevamo ormai definitivamente dimenticati in qualche polveroso e sperduto archivio, ritornano per la prima volta in vinile. La nuova ristampa è curata dall’etichetta tedesca Ironhand Records, specializzata nel recupero (e nella riscoperta) di antichi tesori dal passato. All’ascolto, questo lp offre un frizzante esempio di pop (rigorosamente in lingua turca), improvvisamente riemerso dal prolungato oblio. Qui, psichedelia, garage-rock e proto-prog, assumono singolari sfumature esotiche, mescolandosi con naturalezza alla musica turca. Brani come “Adaletin Bu mu Dünya”, “Modern Oyun Havası” o l’ottima “Ölüm Allah'ın Emri”, caratterizzata dai timbri acidi della chitarra e dalle vigorose progressioni organistiche di Tufan Aydoğan, ne sono la dimostrazione. Il suono è molto grezzo, diretto e senza particolari ornamenti. Anche se siamo nel 1975, a volte sembra quasi di ascoltare una personale versione turca della musica di fine anni sessanta, al crocevia tra psichedelia e proto-progressive, con minor enfasi sulle tipiche (e spesso abusate) divagazioni sinfoniche molto in voga in quel periodo. In sintesi,“Grup Doğuş” è un lavoro sicuramente affascinate che merita di essere scoperto, anche semplicemente per curiosità o per aggiungere un piccolo (ma significativo) tassello alla nostra conoscenza musicale in continua evoluzione. Se volete acquistarne una copia in vinile o ascoltarlo direttamente in streaming, potete farlo qui, sulla pagina Bandcamp del gruppo



Marco Calloni

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