Arturo Stàlteri, Camera Musicale Romana, Sala dell'Immacolata, Convento dei SS. XII Apostoli, Roma, 12 maggio 2019

La rassegna “Musica ai Santi Apostoli”, curata dalla Camera Musicale Romana, è tornata ad ospitare Arturo Stàlteri, lo scorso 12 maggio, a quattro anni di distanza dallo splendido “Minimalismo, mon amour” concerto per due pianoforti che lo vedeva protagonista con Pierluigi Puglisi. Anche in questa occasione si è trattato di un evento speciale, in quanto il pianista romano ha portato in scena “A Low & Loud Trilogy”, inedito set articolato in due parti e costruito seguendo le traiettorie del passato, con estratti dagli album precedenti ed in particolare dal più recente “Low & Loud” e quelle del futuro con alcune succulente prime esecuzioni dal vivo da “Trilogy”, il nuovo lavoro in uscita il prossimo autunno. Proprio un brano dell’ultimo disco, l’intensa e riflessiva “Tristes Vagues” ha fatto da apertura alla prima parte, aprendo la strada alla bella rilettura strumentale di “Lady Jane” dei Rolling Stones, da sempre una delle grandi passioni musicali di Stàlteri. Ad intercalare ogni e lo stesso pianista romano che con colloquiale capacità affabulativa, presenta ogni brano soffermandosi sulle ispirazioni e su aneddoti legati al suo percorso artistico. Il concerto entra nel vivo con la prima anticipazione dal prossimo album, “Il giardino delle Delizie”, ispirata al trittico omonimo del pittore fiammingo Hieronymus Bosch e suddivisa in tre movimenti ad evocare le tre parti che compongono il dipinto. 
Si prosegue con la pregevole “Fantasia su un tema di Bach”, sulle note del corale “Wachet Auf, Ruft Uns Die Stimme” che mette in luce l’importanza dell’influenza della musica classica nello stile di Stàlteri, per giungere all’eleganza poetica di “Mon Jardine” e alla superba “Vesuvius”, nata da un’idea di Gianni Colini Baldeschi, ed ispirata all’imponente presenza del Vesuvio sul golfo di Napoli. Non manca uno sguardo verso il passato con la rilettura di “Agapito Malteni, il ferroviere” dal repertorio di Rino Gaetano con il quale il musicista romano aveva collaborato fino alla prematura scomparsa. Dopo una breve pausa, si riprende il cammino con “Fantasia su un tema di Domenico Scarlatti”, originale riscrittura della “Sonata in Fa Minore K4662” del compositore napoletano, che schiude le porte a “Un viaggio inaspettato”, ispirata a “Lo Hobbit” di J.R.R. Tolkien, altra grande passione di Stàlteri. Questo brillante estratto da “Low & Loud” è un altro dei vertici della serata, tanto per la potenza immaginifica della trama strumentale, quanto per la sua peculiare costruzione melodica che rimanda direttamente alle composizioni di quel gioiello che è “Rings, Il Decimo Anello” e alla raccolta di registrazioni casalinghe “Early Rings, Compositions 1974-1975”, ispirate alla saga de “Il Signore degli Anelli” dello scrittore inglese. Il lirismo di “Brian e Anita”, dedicata alla storia d’amore tra Brian Jones e Anita Pallenberg, ci riporta ai Rolling Stones citati nella coda finale. Se “Dioniso si diverte” brilla per l’architettura sonora e per le soluzioni timbriche, “The quiet road to the sea” è una ninna nanna dolce e malinconica che fa da preludio a “Tre anelli ai re degli elfi” nella quale ritornano le vicende della Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien. La riflessione sullo scorrere inesorabile dell’esistenza “La vertigine del tempo” e l’applauditissimo bis finale chiudono un concerto affascinante, un viaggio inaspettato nella produzione e nelle ispirazioni di Arturo Stàlteri. Non ci resta, dunque, che attendere l’uscita di “Trilogy” per ascoltare le nuove composizioni apprezzate nel corso della serata. 


Salvatore Esposito

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