Arturo Stàlteri e Pierluigi Puglisi, Convento SS XII Apostoli, Sala dell’Immacolata, Roma, 22 Febbraio 2015


Nell’ambito del ricco ed interessante cartellone della rassegna “Musica ai SS. Apostoli” a cura della Camera Musicale Romana, si è tenuto il concerto per due pianoforti di Arturo Stàlteri e Pierluigi Puglisi, dal titolo “Minimalismo, mon amour”, un percorso sonoro di grande suggestione, snodatosi attraverso composizioni originali dei due musicisti e brani firmati da Brian Eno, Philip Glass, e Wim Metens, e volto ad esplorare il concetto di minimalismo in ambito musicale. Usato per la prima volta dallo storico dell’arte inglese Richard Wollheim nel saggio intitolato, appunto, “Minimal Art”, questo termine in realtà non è mai stato utilizzato per definire un determinato filone artistico, ma piuttosto è stata l’onda creativa di alcuni musicisti come Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass, a dare vita a questo movimento inconsapevole, caratterizzato da figure ritmiche immediate, e ripetute in modo quasi ossessivo. Sedendo ai rispettivi pianoforti, posti l’uno di fronte all’altro Arturo Stàlteri e Pierluigi Puglisi, hanno offerto uno spaccato su tale modo di approcciare la composizione musicale, presentando ogni brano con grande cura, ma soprattutto eseguendoli in modo assolutamente magistrale. 
L’apertura del concerto è affidata al solo Pierluigi Puglisi che propone l’autografa “Anfitrite”, un brano dalla timbriche originalissime, caratterizzato da un crescendo nel quale vengono evocati i suoni del mare, e la figura mitologica di Anfitrite, una delle Nereidi andata in sposa a Poseidone. Entra poi in scena anche Arturo Stàlteri, ed il concerto entra nel vivo con le riletture di “An Ending (Ascent)” e “Julie With” di Brian Eno, in versioni diverse rispetto al disco “coolAugustMoon “ ma non meno affascinanti, nelle quali è possibile cogliere quel sottile ma profondissimo legale che unisce l’ex Roxy Music con i canoni estetici ed ascetici di Erik Satie. Si prosegue con due composizioni di Philip Glass, ovvero un aria da “Satyagraha” e “Victor’s Lament”, con quest’ultima a spiccare per intensità ed ispirazione nell’esecuzione, con i due pianoforti a tessere una trama sonora di grande eleganza. Dal minimalismo di Glass si tocca poi la poesia di Wim Mertens, che alla razionalità tipica di questo filone musicale ha impresso umanità e cuore, con le magnifiche versioni di “Close Cover” e “Struggle For Pleasure”. 
La seconda parte, dedicata alle composizioni di Arturo Stàlteri, prende il via proprio con il pianista romano che in solitario esegue “Scarlett”, un brano denso di lirismo e poesia, in cui emerge una tessitura melodica dalla bellezza cristallina. Rientrato in scena Pierluigi Puglisi si prosegue due estratti dal delizioso “Half Angels”, con quel gioiellino che è “Damatria” prima e poi con i sei movimenti di “Selika Suite”, originariamente nata come colonna sonora del film omonimo di Ivo Illuminati, pioniere della cinematografia Italiana degli inizi del XX secolo, e riproposta in una versione superba che ne ha esaltato la sua tessitura melodica immaginifica. Un applauditissimo bis finale ha suggellato un concerto di rara bellezza, seguito con grande partecipazione dal un pubblico attento e competente. Da ultimo, non possiamo, non lodare la coraggiosa scelta da parte dell’organizzazione di inserire nella programmazione della rassegna “Musica ai SS. Apostoli”, questo concerto, solo in apparenza lontano dalla musica classica in senso stretto. 



Salvatore Esposito