Amine & Hamza con Prabhu Edouard + Carmen Souza Trio, Padova, 25 aprile 2019

L’Orto Botanico di Padova ha inserito nella rassegna culturale Risvegli due eventi musicali in collaborazione con Veneto Jazz. Arrivato poco prima del concerto del trio di Amine & Hamza, previsto alle 17.00, al percussionista Prabhu Edouard la compagnia aerea non ha consegnato gli strumenti musicali spediti col volo. Da Venezia è arrivato un miracoloso prestito che comprendeva tabla, udu e rullante, indispensabili al set di Prabhu Edouard che è potuto così salire sul palco, giusto in tempo, insieme ai fratelli Amine e Hamza M'raihi. I due musicisti e compositori tunisini suonano rispettivamente oud e qanun e sono i titolari di un gruppo molto ricco e generativo, la Band Beyond Borders. La formazione in trio non toglie nulla alla ricchezza della loro proposta musicale. Anzi, permette ai tre musicisti, perfettamente affiatati, di lasciare ampio spazio all’improvvisazione, con risultati superlativi. Pochi brani, sapientemente costruiti, a partire dal kanun o dalla calda voce di Hamza, o dalle percussioni e narrazioni di Prabhu Edouard, o dall’ud di Amine. 
Quest’ultimo ha introdotto, con il brano “Love is an Eternal Journey”, anche un oud elettrico, ben bilanciato ed efficace nelle sonorità, pur marcatamente distanti da quelle dell’ud acustico. Il trio ha mostrato un’altissima capacità tecnica, sempre al servizio di un costante interplay e dell’esplorazione melodica e ritmica dei temi di partenza. Il concerto si è chiuso con un tonico omaggio a “Ganesh” in cui Prabhu Edouard ha saputo coinvolgere tutto il pubblico e ha stupito per l’inventiva e la perizia fra udu, tabla e kanjira. È seguito un breve intervallo, giusto il tempo per predisporre gli strumenti del Carmen Souza Trio. Dopo una prima visita, ospitata da Vo’ on the Folks il 16 febbraio, il trio di Carmen Souza è tornato in Veneto, questa volta all’interno della rassegna Risvegli. Nata a Lisbona, Carmen Souza è intimamente legata al mondo capoverdiano e alla lingua creola e a suo agio in una pluralità di contesti musicali e linguistici. Da sedici anni collabora con il bassista e produttore Theo Pascal con cui ha realizzato otto eccellenti album. 
Nell’auditorium dell’Orto Botanico di Padova completava il trio la batteria del mozambicano Elias Kacomanolis. I tre si conoscono perfettamente e l’intesa reciproca si riflette nella musica che suonano, energetica e rilassata al tempo stesso. Il punto di partenza è l’ultimo disco, pubblicato nel 2017, “Creology”, ma il repertorio cui fanno riferimento spazia attraverso l’Oceano Atlantico, dall’intensa “Sangue de Beirona”, già portata al successo da Cesaria Evora, al jazz di “Cape Verdian Blues” firmata da Horace Silver, passando per le più spirituali “Mon di Deus” e “Afri ka”. Che suoni il piano o la chitarra acustica, gli accompagnamenti di Carmen Souza sono sempre fluidi e precisi, essenziali nel dialogo con il danzante lavoro percussivo di Kacomanolis e l’abile lavoro al basso elettrico e al contrabbasso di Theo Pascal, intelligentemente distribuito fra interventi solistici, riferimento armonici e figure ritmiche. Il gioco ad incastro fra gli strumenti è sempre al servizio della bella e duttile voce di Carmen Souza che rimane sempre solare anche quando il volume del suo microfono se ne va per un incidente tecnico e sempre capace di interagire con il pubblico e di coinvolgerlo, in particolare in brani come “Ligria” che permettono un divertente scambio call & response. “Escuta Moçambique” ha offerto l’occasione per un messaggio di solidarietà con le vittime dell’uragano Kenneth 



Alessio Surian

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