Piccola Orchestra Zaclèn - La Musica di Carlo Brighi Zaclèn (Tacadancer/Sheherazade/Egea Music)

Passato alla storia per essere stato il vero inventore del ballo liscio, Carlo Brighi detto Zaclèn (anatroccolo, nomignolo nato dalla sua passione per la caccia alle anatre) nacque in una famiglia contadina il 14 ottobre 1853 a Fiumicino, una piccolissima frazione presso Savignano sul Rubicone. Sin da piccolo imparò dal padre a suonare il violino e già durante l'adolescenza cominciò a lavorare in numerosi teatri della Romagna. Dotato di carattere caparbio e di grande intelligenza, musicalmente visse il vivace fermento culturale che animò la musica da ballo dell'epoca con l'incontro tra le sonorità austriache e nordeuropee con la musica popolare locale. La diffusione a macchia d'olio nei circoli e nelle sale da ballo di mazurke, polke e valzer, lo portò dapprima ad avvicinarsi sempre di più a questi canoni musicali, di cui riuscì a cogliere subito le grandi potenzialità e successivamente arrivò lui stesso a comporne diversi, rifacendosi non solo ai più illustri esempi provenienti dalla scuola musicale viennese, straussiana, ma anche recuperando alcune sonorità tipiche dei balli saltati in voga nelle aie contadine. Ad ispirare questa scelta stilistica fu non solo la necessità di aprirsi nuove prospettive di lavoro come musicista, dopo la chiusura di molti teatri a causa della crisi economica, ma anche quella di avvicinare le classi più popolari alla musica classica. Diede così vita ad una piccola orchestrina, con la quale per oltre un quarantennio girò in lungo ed in largo tutta la Romagna, portando le sue musiche e i nuovi balli di coppia tanto nelle aie, quanto nei circoli culturali, quanto ancora nelle piazze. Successivamente divenne anche impresario, affermandosi come vero maestro ed iniziatore di una tradizione coreutica che senza dubbio può essere considerata come la più longeva su tutto il territorio nazionale. Ricordato ancora oggi anche come lo Strauss di Romagna, Brighi con la sua opera fuse in modo straordinario due culture popolari diverse tracciando un solco importante, al quale tutti i musicisti romagnoli che suonano liscio si rifanno ancora oggi. Nel 1915 Zaclèn morì e a rilevare l'orchestra fu il figlio Emilio, che per oltre un decennio continuò a portare in giro la musica del padre fino alla metà degli anni venti. Il testimone passò poi ad un giovanissimo Secondo Casadei che suonò nell'ultima formazione dell'Orchestrina. Oggi nel suo repertorio si contano quattrocentocinquantasei valzer, centonovantaquattro polke, centoquarantuno mazurke, diciannove manfrine, dieci galop, un saltarello ed una quadriglia, e buona parte di questi manoscritti originali sono conservati nella biblioteca comunale di Forlì, dono della figlia Angelina. Nel corso degli anni a Zaclèn sono stati tributati numerosi omaggi discografici e non, e l'ultimo della serie è La Musica di Carlo Brighi Zaclèn, sesto volume della serie Taca Dancer, inciso dalla Piccola Orchestra Zaclèn, ensamble musicale che nasce con l'intento di far rivivere la musica di Brighi. Formato da eccellenti musicisti quali Simone e Davide Castiglia, Massimiliano Rossi, Federico Martoro, Roberto Bartoli, provenienti da diverse esperienze musicali ma accomunati da un grande amore per la tradizione musicale romagnola, il gruppo ha dato vita ad un rigoroso percorso di ricerca sulle partiture originali manoscritte di Zaclen, e ne ha recuperato una selezione rileggendo ogni brano con grande eleganza e perizia esecutiva. Il risultato è un disco preziosissimo, nel quale l'ensamble romagnolo ha messo in luce tutti quegli elementi tipicamente di provenienza classica che caratterizzavano le composizioni di Zaclèn, restituendoci intatta tutta la loro bellezza originaria.

Salvatore Esposito

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