Giulia Millanta - Dropping Down (Ugly Cat Record)

La scena musicale fiorentina, quella per capirci rappresentata da Massimiliano Larocca e soci, ha anche una sua brillante esponente femminile, Giulia Millanta, cantautrice e polistrumentista dall’indubbio talento con alle spalle un ottimo esordio come Giulia And The Dizzyness del 2008. A tre anni di distanza dal suo debutto discografico, arriva Dropping Down, disco che mette in fila dodici brani, di cui undici interamente composti dalla stessa cantautrice fiorentina e di cui lei stessa ha curato arrangiamenti e produzione. Ad accompagnarla in questa nuova avventura troviamo un cast di musicisti di rilievo internazionale tra i quali spiccano Ed Gerhard (chitarra), Michael Manring (basso), Stefano “Cocco” Cantini (sax), Ettore Bonafè (pianoforte), e Matteo Addabbo (tastiere). Inciso presso gli Studi Paso Doble di Bagno A Ripoli (Fi) con la supervisione di Gianfilippo Boni, Dropping Down è un ottimo esempio di cantautorato folk-rock al femminile, nel quale confluiscono influenze che spaziano da Joan Baez a Aimee Mann passando per Ani Di Franco e Michelle Shocked, il tutto senza mai perdere in originalità. L’ascolto regala ballate acustiche dai toni intimistici inframezzate da momenti di sano rock, unite a testi in inglese cantati con grande naturalezza. Le canzoni della cantautrice fiorentina raccontano storie personali, stati d’animo, personaggi sempre a metà strada tra follia e speranza. Ad aprire il disco è il ritmo in levare di Right Between The Eyes, a cui segue la bellissima Madame dal testo introspettivo interpretato con grande espressività dalla Millanta. I brani scorrono, così, catturandoci ora per le interessanti scelte a livello di arrangiamento come nel caso della title track, o per la particolarità che caratterizza i vari testi, in questo senso merita una citazione Skull & Crossbones introdotta da Satan’s Speach. Tra i brani migliori vanno certamente segnalati l’intrigante Hotel dal testo ricco di riferimenti poetici, il country The Old Man con la slide guitar a reggere la linea melodica, ma soprattutto quel gioiellino che è Floating posta in chiusura del disco. Di ottimo livello è anche l’unica cover presente nel disco, ovvero la rilettura folk di Paranoid dei Black Sabbath, il cui inconfondibile riff di Tommy Iommi è sostituita dalla viola suonata da Paolo Clemenenti e dal violino di Fulvio Renzi. Giulia Millanta con Dropping Down ha raggiunto certamente la piena maturità artistica e siamo certi che presto avrà tutto il successo che merita anche a livello nazionale.


Salvatore Esposito